Giovedì 2 luglio, con inizio alle ore 17.30, nella Piazza del Melo di Perugia, sarà presentato il volume ”Antropologia della narrazione orale. Soundscape, refrain e memoria nella musica tradizionale” di Antonello Lamanna (Edizioni Milella, Lecce, 2026). L’evento, promosso dall’Università per Stranieri di Perugia in collaborazione con il Comune di Perugia, è inserito nel programma delle Celebrazioni per i Cento Anni di Dario Fo promosse dalla Fondazione Fo Rame.
Il volume rappresenta l’esito di un articolato percorso di ricerca sviluppato nell’ambito di Voxteca, progetto dell’Università per Stranieri di Perugia dedicato allo studio, alla documentazione e alla valorizzazione delle tradizioni orali, dei paesaggi sonori e delle forme espressive della cultura immateriale. Il libro è stato realizzato grazie al finanziamento dell’Ateneo nell’ambito del bando per l’assegnazione di contributi destinati alle pubblicazioni scientifiche e al sostegno delle attività di ricerca di docenti, ricercatori e dottori di ricerca, con l’obiettivo di promuovere la produzione scientifica della comunità accademica, potenziarne la visibilità e favorire la diffusione dei risultati conseguiti.
Attraverso un approccio interdisciplinare che intreccia antropologia culturale, etnomusicologia, studi sul paesaggio sonoro e teoria della memoria, il libro indaga il ruolo della narrazione orale e della musica tradizionale nella costruzione delle identità collettive, esplorando il rapporto tra voce, ascolto, memoria e trasmissione dei saperi.
All’evento, moderato dal giornalista Italo Carmignani, interverranno Francesco Asdrubali, prorettore dell’Università per Stranieri di Perugia e già presidente dell’Associazione Italiana di Acustica; Francesco Gagliardi, vicesindaco di Gubbio; Fabrizio Croce, assessore del Comune di Perugia, Silvio Ranieri, segretario Anci Umbria, Stefano Bertea Rappresentante della “Fondazione Fo Rame”, Chiara Biscarini, titolare della Cattedra UNESCO dell’Università per Stranieri di Perugia, Maura Marchegiani, delegata alla sostenibilità dell’Ateneo, Giacomo Nencioni, docente di Cinema e linguaggi audiovisivi, Toni Marino, docente di Strutture narrative e modelli di storytelling, e Giovanna Zaganelli, semiologa dell’Università per Stranieri di Perugia; Daniele Parbuono, antropologo e direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Demoetnoantropologici dell’Unipg. È prevista la partecipazione di Franco Ferri e Rocco Paradiso, storici fondatori dei Tarantolati di Tricarico.
«Si tratta di una tipologia di iniziative importanti per il nostro Ateneo in quanto la diffusione e la valorizzazione dei risultati della ricerca rappresentano una componente essenziale dell’attività scientifica. La comunicazione verso il pubblico, le istituzioni e la comunità accademica contribuisce infatti ad ampliare l’impatto delle ricerche svolte all’interno dell’Ateneo, favorendone la conoscenza e la disseminazione», dichiara Francesco Asdrubali, prorettore dell’Università per Stranieri di Perugia.
«Patrocinare la presentazione del volume di Antonello Lamanna – sottolinea Fabrizio Croce, Assessore al Turismo e Spettacolo del Comune di Perugia – perchè un lavoro che rappresenta un importante contributo alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale, significa investire nella conoscenza, nella memoria e nella valorizzazione delle identità culturali dei territori. La ricerca sulle tradizioni orali, sui paesaggi sonori e sulle forme della memoria collettiva costituisce oggi uno strumento prezioso per comprendere le comunità, rafforzare il senso di appartenenza e promuovere il dialogo tra generazioni. In questo senso, il volume si inserisce pienamente nel percorso che vede Perugia impegnata nella tutela e nella diffusione della cultura come bene comune e fattore di crescita sociale. Siamo particolarmente lieti che questa iniziativa, promossa dall’Università per Stranieri di Perugia, trovi spazio all’interno delle celebrazioni dedicate al Centenario di Dario Fo, figura che ha saputo restituire dignità e centralità alla narrazione orale, alle culture locali e alla forza della parola tramandata».
Il pomeriggio proseguirà con la performance musicale-teatrale ”La panchina di donna Richetta”, (durata: 25 minuti) dialogo musicale con incursioni di Don Fidile, scritto e interpretato da Mirko Revoyera e Antonello Lamanna (voci recitanti), con Enrico Bindocci all’harmonium e Kiria Constantinou alla voce e chitarra. A conclusione dell’evento è previsto un aperitivo in collaborazione con le Cantine Chiorri.
L’incontro rappresenta un’occasione di confronto tra ricerca scientifica, patrimonio culturale immateriale, arti performative e pratiche dell’ascolto, confermando l’impegno dell’Università per Stranieri di Perugia nella promozione e nella divulgazione della conoscenza verso il territorio e la comunità.
L’opera si inserisce infatti nel dibattito contemporaneo sugli studi etnomusicologici e sui sound studies, offrendo una lettura innovativa dell’oralità come sistema culturale vivo e in continua trasformazione. Con questo nuovo lavoro, l’autore sperimenta e propone modelli e sistemi narrativi orali, integrando nuove applicazioni software per la diffusione e la valorizzazione del patrimonio demoetnoantropologico.
Il volume, di 240 pagine, distribuito nelle piattaforme editoriali online, approfondisce i meccanismi della narrazione orale, indagando in particolare il rapporto tra parola, musica e memoria. Al centro dell’opera si collocano tre categorie chiave — soundscape, refrain e memoria — attraverso le quali l’autore interpreta le forme della tradizione orale non come semplice eredità del passato, ma come una vera e propria “tecnologia culturale” ancora attiva.
Nel libro trovano inoltre spazio importanti riferimenti all’Umbria e alla sua musica tradizionale, con particolare attenzione alle pratiche musicali popolari, ai repertori vocali e ai paesaggi sonori legati al territorio di Perugia e delle aree rurali umbre. L’autore analizza il rapporto tra oralità, identità locale e memoria collettiva, mostrando come i canti tradizionali, le feste popolari e le pratiche performative rappresentino ancora oggi strumenti di trasmissione culturale e di costruzione comunitaria.
Proprio la ripetizione, nel volume, viene riletta come principio generativo, non un elemento ridondante, ma una matrice dinamica capace di tenere insieme racconto, poesia e canto. In questa prospettiva, i “refrain” e i “loop orali” diventano strumenti fondamentali della memoria collettiva e della composizione in atto, mostrando come le culture orali costruiscano e trasmettano conoscenza.
L’approccio adottato è fortemente interdisciplinare. L’opera intreccia antropologia, linguistica, etnomusicologia e sound studies, affiancando all’analisi teorica anche un case study basato sull’uso di ArcGIS e pratiche di geomapping sonoro. Le mappe, in questo contesto, non sono soltanto strumenti tecnici, ma anche sofisticati sistemi interpretativi capaci di visualizzare le narrazioni e trasformare il territorio in uno spazio narrativo vivo, connesso e dinamico.
Un ulteriore elemento centrale è il concetto di “Soundsustainability”, attraverso cui l’autore riflette sulle trasformazioni degli ambienti sonori contemporanei e sulla capacità delle tradizioni musicali di adattarsi, sopravvivere e rigenerarsi anche nei contesti digitalizzati e globalizzati.
