di Elle Biscarini

C’è un fotografo a Porto San Giorgio, nelle Marche, che dà vita a vecchie foto di piazze di città italiane grazie all’intelligenza artificiale, trasformandole in video non reali, ma verosimili. Il progetto si chiama Amarcord ed è frutto dell’inventiva del fotografo marchigiano Daniele Simoni e della sua associazione Officina fotografica, che come una macchina del tempo, crea video di borghi italiani cento anni fa con l’intelligenza artificiale.

Emozioni «Non c’è nessuno scopo di lucro – spiega Simoni a Umbria24 – lo faccio solo per dare emozioni». Simoni si cura di tutto da solo: «Ho cominciato mentre facevamo dei reportage per le varie regioni, sulle rivalutazioni dei borghi antichi. Ho fatto 87 puntate sui borghi storici italiani e a quel punto, mi è venuta l’idea perché molte persone mi mostravano foto d’epoca. E visto che mi interesso di AI, ho pensato non di colorarle, come fanno in tanti, ma di fare qualcosa che nessuno aveva ancora fatto: animarle con l’AI generativa». Simoni lavora solo su foto statiche, «per non creare ciò che non c’è, – spiega – lavoro su quello che era e su quello che probabilmente avrebbero fatto le persone ritratte in quel contesto lì. Non è “reale” ma è comunque “vero”. Semplicemente questi video non possono girare a destra e a sinistra perché altrimenti andrei a creare qualcosa che non c’è e non è questo lo scopo».

Una nuova vita Le prime erano foto prese dai cassetti delle nonne, dimenticate dentro a una cassapanca o una vecchia scatola di scarpe in fondo all’armadio, «poi c’era chi mi portava libri – continua – nei quali ho scovato vere e proprie perle inedite, immagini che non si trovano neanche su internet e che ora trovano nuova vita grazie al processo di animazione dovuto all’intelligenza artificiale».

Come funziona Il processo di animazione parte dall’analisi della foto d’epoca: grazie a strumenti AI, la foto viene restaura per aumentarne la qualità e raggiungere le condizioni minime per essere animata. Dopodiché viene data al programma che elabora il video, «che non è qui in Italia, ma sta a Singapore. Si spedisce la foto restaurata dall’altra parte del mondo e i potenti server di Singapore ci restituiscono i fotogrammi necessari per creare il video. Non si può fare senza una macchina con una potenza operativa di un certo tipo, o ci vorrebbero mesi per animare una sola foto».

Il processo In fase di montaggio poi, con qualche adattamento, si cancellano i piccoli errori dell’AI, «errori che lo strumento fa sempre» spiega Simoni. Lo strumento AI utilizzato per creare i video virali, infatti, consente di animare qualsiasi immagine che gli viene fornita a seconda di cosa si chiede allo strumento, attraverso l’azione del ‘prompting’, ossia il descrivere all’intelligenza artificiale cosa si intende ottenere. Si tratta di un’arte molto precisa e non è chiaramente infallibile: niente va lasciato sottinteso, anche il minimo dettaglio deve essere fornito alla macchina, o ci si può ritrovare «una carrozza trainata da cavalli che passa tranquilla sotto l’arco Etrusco di Perugia, ma che senza un cocchiere potrebbe non andare lontano. Oppure saracinesche che si abbassano da sole e fa un po’ strano».

Sui social La serie video sta spopolando sui social con centinaia di visualizzazioni in poche settimane e molta attenzione da parte degli utenti: le vecchie locomotive a vapore, i tram per corso Vannucci a Perugia che lasciano il posto al passeggio di oggi, le carrozze trainate dai cavalli lungo la passeggiata a Terni, la piazza del Comune ad Assisi, la Rocca di Spoleto e le strade di Foligno.

Nuove città Un progetto che non finisce qui, però, ma che Simoni conta di ampliare ad altre città, umbre e non: Spello, Montefalco, Trevi, i progetti più imminenti, ma conta di toccare anche in altre regioni. «Umbria e Marche secondo me hanno i borghi più belli d’Italia. – dice Simoni – poterli valorizzare è un onore e un piacere». I video, fatti quasi per gioco, ma che ora riscuotono grande succcesso, riportano alla luce i ricordi di un’Italia che ormai sembra lontana: il periodo prescelto è infatti quello di cento anni fa, dall’inizio del secolo agli anni 50, le due Guerre mondiali e il boom che le ha seguite.

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