«Non siamo padroni di questa Terra e di tutte le sue bellezze, piuttosto siamo custodi del Pianeta da consegnare alle nuove generazioni. Questo come la giustizia sociale sono grandi temi che questo festival affronta e che io sono onorato di rappresentare». Così moni Ovadia nuovo direttore del film festival Popoli e religioni, in collegamento da Ferrara martedì mattina per la presentazione della 18esima edizione che si è tenuta al Cenacolo San Marco alla presenza tra gli altri del vescovo Francesco Antonio Soddu, il direttore generale Arnaldo Casali, la direttrice organizzativa Lucrezia Proietti, l’assessore alla Cultura Maurizio Cecconelli, il vicepresidente della fondazione Carit Massimo Valigiil presidente dell’associazione San Martino Francesco Venturini e il presidente della Commissione diocesana problemi sociali, lavoro, giustizia e pace Ermanno Ventura.

VIDEO

Terni La guerra, le violenze, il messaggio del Papa, gli immigrati di terza generazione, il dialogo e l’integrazione tra popoli e religioni. È con questi grandi temi che il Terni film festival torna dal 12 al 20 novembre. A dare il via al programma 2022 l’inaugurazione di una panchina rossa nei pressi della cattedrale, in memoria delle donne vittime di violenza: «Vuole essere – ha spiegato il direttore dell’Istess – il simbolo della Chiesa che si assume la propria responsabilità per la discriminazione delle donne». Testimoni dall’Iran riferiranno su quanto sta avvenendo in quel Paese e diverse iniziative saranno proposte per sensibilizzare la popolazione sul tema dello spremo alimentare. All of us il claim dell’edizione numero 18. Qui il programma completo.