Festival del Medioevo a Gubbio dal 27 settembre al 1 ottobre
Festival del Medioevo

di D.N.

Al Festival del Medioevo è stato assegnato il Premio Francovich 2018 «per la divulgazione della cultura del Medioevo italiano presso il grande pubblico». È la prima volta che il prestigioso riconoscimento va a una manifestazione e non a una singola personalità. Negli scorsi anni sono stati premiati Marco Salvador (2013), Alessandro Barbero (2014), Pupi Avati (2015), Piero Angela e Franco Cardini (2016) e Chiara Frugoni (2017). La premiazione si svolgerà il 14 settembre a Matera nell’ambito del Convegno Nazionale di Archeologia Medievale (12-15 settembre). Il Festival, in programma invece a Gubbio dal 26 al 30 settembre prossimi, si sta avvinando quindi sempre di più. Oltre 80 storici, saggisti, filosofi, scienziati, scrittori e giornalisti, affronteranno una vera e propria sfida: quella di raccontare, in modo chiaro e coinvolgente, i dieci secoli dell’Età di Mezzo. Per ricordare, con Benedetto Croce, che «ogni storia è storia contemporanea». ‘Barbari. La scoperta degli altri’ è il tema della quarta edizione della manifestazione.

Premio Francovich Il premio, giunto alla sesta edizione, è stato istituito dalla SAMI, la Società degli Archeologi Medievisti Italiani: fondata nel 1994, ha più di 500 soci che rappresentano tutte le realtà istituzionali e professionali operanti in Italia nel campo dell’archeologia della Tarda Antichità e del Medioevo. Riccardo Francovich, nato a Firenze nel 1946 e prematuramente scomparso nel 2007 è stato uno dei fondatori dell’archeologia medievale italiana. Professore per molti anni presso l’Università di Siena, è stato direttore di innumerevoli scavi e progetti scientifici che hanno rappresentato fondamentali punti di riferimento metodologico e concettuale per tutta l’archeologia postclassica italiana ed europea. È stato fondatore e direttore responsabile della rivista ‘Archeologia Medievale’. Dalle sue ricerche è scaturita una bibliografia sterminata che rappresenta ancor oggi una risorsa inestimabile per la ricerca scientifica. La commissione giudicatrice, presieduta da Giuliano Volpe, presidente della Sami, era composta da Paola Galetti (professore di Storia medievale all’Università di Bologna), Federico Marazzi (professore di Archeologia medievale all’Università di Napoli Suor Orsola Benincasa), Antonella Pinna (dirigente della Regione Umbria), Piero Pruneti (direttore di Archeologia Viva), Ugo Soragni (direttore Generale Musei, MiBACT) e Anna Maria Visser (professore di Museologia all’Università di Ferrara). Aquileia (Complesso del Battistero-Aula sud e Domus-Palazzo Episcopale) e Muro Leccese (Museo diffuso di Borgo Terra) si sono aggiudicati il premio 2018 per il miglior museo-parco di archeologia medievale, assegnato attraverso il voto online e quello dei soci SAMI. Gli altri concorrenti al premio 2018 erano il parco archeologico di Suasa, il museo dell’abbazia di Fossanova a Priverno, il Museo Archeologico di Torino, il museo del territorio di Populonia a Piombino e il museo multimediale di Torre di Satriano a Tito. Negli anni passati tra i musei e i siti premiati ci sono stati altre importanti realtà del Medioevo italiano: il museo Biddas di Sorso (2013), la Crypta Balbi (2014), il parco archeologico-Archeodromo di Poggibonsi (2015), le catacombe di Napoli e la chiesa paleocristiana di Siponto (2016), la Domus dei tappeti di pietra di Ravenna e la sezione medievale del museo Sannitico di Campobasso (2017).

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