di Lucia Caruso

Clet Abraham a Perugia (foto L. Caruso)

Fa parlare di sè, spopola sul web, agisce di notte, lascia segni riconoscibili del suo passare. Le tracce della sua presenza ci sarebbero anche a Perugia. Ma è lui o qualcuno che lo vuole imitare, qualcuno che vuole far parlare di sè? O è un suo discepolo? Questo è un interrogativo al quale ancora non c’è risposta. Fatto sta che in vari punti dell’acropoli ci sono segni dell’ormai noto “sticker urban artist”, come ama autodefinirsi, Clet Abraham.

Segnali d’arte L’occhio più attento avrà di certo notato che alcuni segnali stradali hanno qualcosa in più. Sono abitati dagli omini dell’artista bretone che, dal 2010 ha trovato il suo linguaggio espressivo in questa forma artistica tanto bizzarra quanto provocatoria, rienterpreando i segnali stradali delle principali città italiane e straniere. I suoi personaggi abitano questi strani mondi dei segnali stradali, che dopotutto sono cose che appartengono alla vita quotidiana, che si vedono continuamente e che, sottolinea l’artista d’assalto, rappresentano “l’unica forma d’arte contemporanea che sia riuscita a imporsi con prepotenza nello spazio pubblico”.

Stickers Senza compromettere la leggibilità dei segnali, Clet Abraham apporta le sue modifiche servendosi di adesivi pre-confezionati che sposano le forme geometriche dei divieti d’accesso, degli obblighi di precedenza e di qualsiasi altro segnale.

Tra ironia e denuncia Un gioco insomma che vuole divertire e sorprendere il passante, reinventando il linguaggio comune e vivacizzando la monotonia cromatica. Ma dietro l’apperente leggerezza di questo gesto che potrebbe sembrare puramente estetico pare esserci il senso di una denuncia verso l’appiattimento ideologico, sociale e religioso (tra i suoi personaggi anche angeli, Madonne e Cristi crocifissi) ma anche verso il poco interesse delle amministrazione, delle città e dei suoi cittadini all’arte, agli spazi pubblici, insieme al tentativo di far uscire la street art dalle periferie per farla arrivare al cuore pulsante della vita delle città.

Comunicazione Unico neo è che il povero Abraham è diventato l’incubo dei vigili urbani che, considerando i suoi blitz azioni di disturbo urbano, gli notificano multe su multe e provano, come hanno fatto probabilmente a Perugia, con un segnale sulla rotonda all’uscita della Galleria Kennedy, in via XIV Settembre, ad eliminare gli stickers. Ma l’interrogativo sorge spontaneo: se la Street art di Abraham non compromette la leggibilità dei segnali stradali che male c’è a lasciar invadere Perugia dal suo visionario linguaggio? In fondo, nella routine che rende i passanti frettolosi e distratti, il suo gesto suscita un sorriso, un momento di riflessione, creando una relazione nuova tra i passanti ed i luoghi, tra i luoghi e l’arte, tra i passanti e l’arte, come fosse – riprendendo le parole di Abraham –  “una ricerca di comunicazione popolare libera ed esigente”.

Aperta la caccia ai segnali d’arte di Clet Abrham Chiunque di voi avesse visto segnali stradali con all’interno insoliti personaggi ci invii le foto a redazione@umbria24.it.