di Lucia Caruso

Giuseppe Panza nasce a Milano nel 1923 da una famiglia di commercianti. A 14 anni comincia ad avvicinarsi alla storia dell’arte grazie anche alla mamma e alla zia che osserva curioso mentre trascorrono le loro domeniche a dipingere sulle rive del lago Maggiore o a visitare i musei della zona. Il suo primo viaggio in America è datato 1953. New York pullula di giovani artisti e galleristi. I suoi viaggi sono molteplici e a Los Angeles negli anni ’70 trova ispirazione per la sua collezione in un gruppo di artisti che stava creando un particolare genere che impiegava la luce come mezzo espressivo. Quando sceglie le opere nulla è lasciato al caso. Ha un’intuizione fenomenale. La maggior parte le compra a costi bassissimi perchè gli artisti all’epoca sono ancora sconosciuti e i loro lavori non hanno mercato. Basti pensare ai Rothko comprato a poche migliaia di dollari. Ecco l’uomo, il collezionista, le sue opere attorno a cui ruota quello che è stato salutato come un «grande appuntamento» con l’arte per la città di Perugia.

Severini E’ stata presentata venerdì, 19 giugno, al museo di palazzo della Penna la mostra “La percezione del futuro” della collezione Panza di Biumo che resterà a Perugia dal 20 giugno all’ 8 novembre. «Un grande evento –  ha sottolineato l’assessore alla Cultura del Comune di Perugia, Teresa Severini – fortemente voluto e dal percorso non affatto facile». Ringraziando quanti hanno collaborato affinché questa sfida prendesse forma – tra tutti la fondazione Cassa di Risparmio «che ha offerto un valido e prezioso contributo» pari a 100mila euro, e poi gli sponsor, la Camera di Commercio, il Credito cooperativo umbro e il Sistema museo, e tutto l’assessorato che si è adoperato alla produzione della mostra – Severini ha ribadito l’importanza di avere nel capoluogo umbro una collezione di questo calibro, le cui opere sono disseminate nei più importanti musei del mondo, come il Guggenheim di New York, lo Sfoma di San Francisco e il Moca di Los Angeles. «Opere diverse da quelle che furono esposte a Gubbio – ci tiene a sottolineare l’assessore dopo essere stata incalzata dai giornalisti riguardo al fatto che la collezione era già stata in Umbria nel 1998 e non aveva riscontrato un notevole successo come si auspicava -. Qui ne abbiamo molte che sono per la prima volta visibili al pubblico e questa è quindi un’occasione unica per poterle ammirare».

Andrea Romizi «Ricordo quando Teresa me ne parlò e io la guardavo come fosse una visionaria», ha commentato il sindaco di Perugia Andrea Romizi. «Ora devo darle ragione e siamo felici e orgogliosi di poter ospitare questo evento capace di dare a Perugia una grande visibilità. Sarà un modo per avvicinare tanti giovani all’arte contemporanea. La sfida che tutta la città deve cogliere è quella di venire a beneficiare della presenza di queste opere e di farsi portavoce di questa esposizione».

I curatori «Il percorso delle opere scelte – ha commentato Giuseppina Panza di Biumo, figlia del celebre collezionista e curatrice dell’esposizione – rappresenta quello che era il pensiero di mio papà. Quindi tutto ciò che rappresenta l’arte nella sua essenzialità». Poi riavvolge per un attimo la pellicola della sua vita facendo riemergere i ricordi dei viaggi con suo padre: «Seguirlo in America e vedergli scegliere le opere mi ha fatto vedere mio padre sotto un altro aspetto. Gli si illuminavano gli occhi come a un bambino di fronte al giocattolo desiderato». Ascoltarla oggi, restituisce l’immagine di quest’uomo che è il vero protagonista della mostra. Un semiprofano dell’arte – come ci tiene a sottolineare Fabio De Chirico, già Soprintendente Bsae dell’Umbria, attualmente direttore servizio I Arte e Architettura Contemporanea del Mibact e curatore della mostra – che si appassiona al mondo dell’arte dopo essere entrato in contatto con un’opera di Franz Kline». «Per capire a fondo lo spirito della collezione – continua De Chirico – e quindi del collezionista, occorrerebbe andare a Varese e iniziare da lì». Da quelle stanze di Villa Panza dove nulle è lasciato al caso, dove le opere dialogano con lo spazio e con la luce in un modo quasi sacrale. «Ma a Perugia siamo riusciti a costruire un percorso denso capace di restituire a pieno il senso del lavoro di raccolta fatto da Giuseppe e sua moglie tra il 1956 e il 2010. Panza percepisce quasi come un dovere, un impegno il fatto di comprare e mettere insieme queste opere. I fattori essenziali del racconto di questa collezione sono luce e colore. Il colore dialoga con la luce, altra traccia essenziale delle opere, in una continuità tra antico e moderno che conduce ad una sorta di atemporalità».

La collezione Oltre 2.500 i lavori raccolti da Giuseppe Panza ma anche da sua moglie Rosa Giovanna Magnifico, che tra l’altro è stata presente alla conferenza stampa dell’evento perugino, firmati dai maggiori autori della scena americana ed europea del ‘900. Della propria casa ne hanno fatto uno straordinario luogo che è stato reso fruibile al pubblico dal 2000.

Due location. Gli artisti Il percorso espositivo allestito in due location, quali la Galleria nazionale dell’Umbria e il Museo civico di palazzo Penna, raccoglie 91 opere della grande collezione mettendo sotto i riflettori lo spirito che si traduce in un binomio quasi sacro: luce e colore, che sono poi gli elementi essenziali del linguaggio dell’arte. Due luoghi simbolo della città quelli che fanno da cornice all’itinerario: la Galleria, legata alla storia e Palazzo Penna, spazio di contemporaneità, nel tentativo di tessere un dialogo urbano. Dall’arte concettuale, all’arte ambientale, dalla minimal art alla pittura monocromatica e alla neo pop sono presenti pitture, sculture, piccole e grandi installazioni di artisti come Phil Sims, Ron Griffin, Emil Lukas, Lawrenze Weiner e molti altri.

I costi L’esposizione è costata circa 170mila euro, di cui 100mila coperti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, 10mila dalla Camera di Commercio, 50mila dal Comune di Perugia e il resto dagli altri partner.

Info Alla Galleria nazionale dell’Umbria la mostra è visitabile da giugno a ottobre tutti i giorni dalle 9.30 alle 19. A novembre i giorni per vederla sono martedì e domenica dalle 9.30 alle 19. A Palazzo della Penna invece sarà possibile visitare l’esposizione nei mesi di giungo, luglio, settembre e ottobre il martedì e la domenica dalle 10 alle 19 , ad agosto tutti i giorni dalle 10 alle 19. Il biglietto intero costa 10 euro e quello ridotto 8.

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