di Danilo Nardoni e Lorenzo Muzi
«Chi dimentica è complice e siamo qua dopo cento anni per dire di fare attenzione, di non essere indifferenti e per chiedere allo Stato di essere vigile e di non sottovalutare le nuove forme di fascismo perché sono pericolosissime». Lo hanno ribadito i partigiani e gli iscritti all’Anpi che insieme ad associazioni, sindacati e organizzazioni antifasciste, venerdì pomeriggio hanno promosso una manifestazione a Perugia in occasione del centenario della partenza della marcia su Roma. Luogo del presidio, la piazza dei Giardini Carducci davanti all’hotel Brufani, proprio il punto dal quale partì il 28 ottobre di 100 anni fa la manifestazione organizzata dal Partito nazionale fascista. «Fu la spallata finale di un ‘golpe’ dispiegato per mesi in una lunga e continua azione violenta che non si volle vedere» è stato ricordato. L’Anpi è sceso in piazza «per non dimenticare e per ricordare quello che è stato il fascismo e questa marcia in particolare, che ha avviato 20 anni terribili di guerra, di soprusi, di infelicità per la popolazione italiana», ha detto Mari Franceschini, presidente dell’Anpi provinciale e coordinatrice di Anpi Umbria.
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L’iniziativa Per l’Anpi è importante ricordare anche per tenere alta oggi l’attenzione: «La marcia fu un insieme di indifferenza, di complicità dell’apparato dello Stato, di sottovalutazione del problema del fascismo. Le nuove forme di fascismo non sono certo come quelle passate, la storia non si ripete mai allo stesso modo, ci sono però delle similitudini molto forti con quegli anni». Sul nuovo governo ha osservato che «il messaggio della destra è fatto di slogan ed è accattivante, così hanno vinto. Stiamo a vedere ora come si comporteranno, speriamo solo che facciano bene e non danni». Dopo il presidio, si è tenuta una «camminata antifascista» nei luoghi della «memoria perugina. Nel vicino Centro espositivo della Rocca Paolina, inoltre, si è aperta la mostra «1938 – Leggi razziali fasciste. Alle origini del razzismo in Italia», realizzata dall’Anpi di Perugia. Dall’iniziativa di oggi è partito anche questo messaggio: «Siamo qua anche per la pace. Siamo qua per ricordare cosa è stato avere la guerra e non la pace in Italia. Si cessi la guerra in Ucraina e si torni a trattare».
Terni L’anniversario è stato ricordato anche a Terni nella giornata di giovedì dove l’Anpi ha voluto organizzare, presso la sala consiliare di Palazzo Spada, la conferenza «Ricordare la storia per non dimenticare le lezioni». L’Associazione nazionale dei partigiani ha voluto rievocare un momento drammatico per il nostro paese, una cicatrice indelebile sul volto dell’Italia intera. Il luogo dove si è svolto il convegno non è affatto casuale: «Il consiglio comunale di Terni, nel 1922 è stato uno degli ultimi a essere sciolto per mano delle squadracce – ricorda Paolo Raffaelli, giornalista ed ex sindaco di Terni – quando l’allora amministrazione comunale aveva ottenuto un larghissimo consenso di stampo socialista. Questa è la ragione per la quale un’iniziativa di questo genere non poteva svolgersi in un luogo diverso da Palazzo Spada». A seguire la professoressa Roberta Mira dall’università di Bologna, ha illustrato le vicende relative al fascismo e le conseguenze che ne sono derivate. «La marcia su Roma non è una vera e propria presa di potere: i fascisti erano meno di quanti non si credesse, lo stesso Mussolini era rimasto a Milano». Il convegno ha voluto riflettere sulle ragioni economiche, sociali e culturali che hanno portato all’ascesa del Duce: «La democrazia non è garanzia di libertà – ha detto Raffelli – dato che sia Mussolini che Hitler conquistarono il potere attraverso le elezioni».
