Quasi tre settimane di spettacoli, concerti, performance, esibizioni, esposizioni, ma anche di momenti di ritrovo, di scambio e di conoscenza. Tutto questo è stata La Mama Spoleto Open, la manifestazione dedicata all’arte emergente e indipendente che si è chiusa ieri, in concomitanza con la fine del Festival dei 2Mondi di Spoleto.
Sinergie «L’aspetto positivo e più importante è la collaborazione che è sorta tra i soggetti che hanno partecipato all’organizzazione della manifestazione», ha detto Andrea Paciotto, nel commentare quest’edizione, «figlia» dell’esperienza di due anni di Osteria Rossobastardo. «Da Offucina, alla cantina Rossobastardo, dalla Anna Mahler Foundation, a La Mama Umbria, da Myfreeart alla Modern Music School, al Festival pianistico, e ai tantissimi soggetti coinvolti, si è creata una sinergia di grende efficacia, che permette notevolissimi margini di crescita per il futuro, di una manifestazione che nel nome di Ellen Stewart ha trovato ispirazione e spirito».
Piccoli miracoli «Certi eventi sono stati quasi dei piccoli miracoli: – ha detto ancora Paciotto, tracciando un bilancio dell’evento – a partire da un budeget inesistente, sono riusciti a creare dei momenti davvero belli per chi partecipava, per gli stessi organizzatori e ovviamente per il pubblico stesso». Alcune esperienze che hanno animato La Mama Spoleto Open in particolare sono riusciti a impersonare il giusto spirito della manifestazione, in cui giovani compagnie emergenti hanno presentato dei loro progetti, magari per la prima volta, facendosi autopromozione e sapendo conquistare l’entusiasmo del pubblico. E’ il caso ad esempio dello spettacolo laboratorio promosso dalla compagnia Cricot due, nei giorni di apertura, o di quello di chiusura, Ratatuille, della compagnia Motus, o ancora delle bellissime esperienze della compagnia di Milano Teatro dei Gordi o dello spettacolo “Media”, o di quella dei laboratori e spettacoli targati La Mama, con Maureen Fleming o con Federico Restrepo.
Laboratorio «L’aspetto del laboratorio è quello che dal mio punto di vista andrà rafforzato – ha detto ancora Paciotto -. Questa manifestazione ha la potenzialità di diventare un mpomento di laboratorio per artisti residenti e per altri provenienti da tantissime parti del mondo, dove creare o presentare per la prima volta dei propri progetti. E’ proprio questo l’indirizzo che vogliamo prendere per il futuro». Secondo Paciotto, il futuro dell’evento nasce dalla stessa ricetta, ma si sviluppa verso una rassegna che deve essere un’occasione di sperimentazione e di visibilità per le compagnie emergenti. «Per raggiungere questi obbiettivi, sarà necessario innanzitutto lavorare su un maggiore coinvolgimento degli operatori del settore, per far si che il lavoro degli emergenti abbia la visibilità che merita», ha detto. «Inoltre speriamo per i prossimi anni di riuscire a saldare maggiormente la collaborazione con le istituzioni – primo fra tutti il comune di Spoleto – e il Festival».
Il futuro «Per il futuro, inoltre, l’esperienza di quest’edizione ci pone la necessità di migliorare le location, per avere meno dispersione possibile, e sul budget. Quest’anno infatti la ricerca di una base finanziaria è stata troppo sottovalutata, mentre adesso diventa un elemento di fondamentale inmportanza per poter crescere». Un’ultima battuta di Paciotto per ringraziare tutti i partner che in diversa misura hanno sostenuto il progetto: «Un sentito ringraziamento – ha detto – vogliamo rivolgerlo a chi ci ha supportato direttamente. La famiglia Monini che ci ha permesso di gestire questa location, Paolini Legnami per l’arredo esterno, Share.it che ci ha consentito di avere una base operativa condividendo con noi l’ufficio di piazza del Mercato, la Birra Bastarda Rossa del Monte Amiata in Toscana, Tartufi e Funghi – Antonio Fortunati di Campello sul Clitunno, l’ Azienda Bachettoni per le ottime carni che ci ha fornito, l’ INPDAP, l’ agenzia UNIPOL e ovviamente Cantine SIGNAE Cesarini- Sartori. Inoltre la manifestazione, per la prima volta ha goduto dell’appoggio di tre Media Partner indispensabili per la diffusione e la promozione di quanto stavamo facendo. Voglio quindi ringraziare il quotidiano on line TUTTOGGI e il direttore Carlo Ceraso per la partecipazione e il sostegno di sempre, la redazione di UMBRIA 24 per la puntualità con la quale ci hanno seguiti da Perugia grazie anche ad un contatto diretto con il direttore Ivano Porfiri e Radiophonica.com, la testata giornalistica dell’Università degli Studi di Perugia».



