di Gordon Brasco
Sono pochi i registi che emergono nei propri lavori in modo così netto e riconoscibile, la loro mano (o meglio il loro occhio) è così caratteristico da risultare evidente come un marchio stampigliato su una t-shirt bianca: era così per Sergio Leone o per Stanley Kubrick, è così per Kaurismäki. Il regista finlandese è un maestro assoluto nel raccontare le città, ma soprattutto i quartieri di periferia, gli angoli perduti delle metropoli, i luoghi di confine tra il nulla e una civiltà presente solo come ombra. Ma il suo racconto è vitale, colorato e sempre magico, perché la vita è magia.
Racconto adatto a qualsiasi età La storia è un racconto adatto a qualsiasi epoca ed età, il fatto che abbia come sfondo una piccola cittadina portuale francese è solo un pretesto per ancorare i fatti a uno scenario riconoscibile, ma tutto quello che riempie la storia vuole essere un insegnamento universale. Gli attori fanno la loro parte rendendo tutto molto convincente ma l’apporto del piccolo Blondin Miguel (il clandestino che cerca di arrivare in Inghilterra) è perfetto, da solo regge l’intera storia con una bravura e un piglio da attore professionista. Completano il tutto una fotografia perfetta (inutile dirlo) e una colonna sonora un po’ troppo anonima, forse scelta appositamente per non prevaricare le sensazioni visive dello spettatore.
Da vedere Insomma se vi state chiedendo se valga i soldi del biglietto la risposta è SI: Aki Kaurismäki firma un film delicato, piacevole, un inno alla speranza coltivata dalla volontà dei più deboli …insomma imperdibile. Il film è in programmazione allo Zenith di Perugia tutte le sere fino al 15 dicembre con spettacoli alle 20.15 e alle 22.30. Sabato e domenica alle 18, alle 20.15 e alle 22.30.
Un film di Aki Kaurismäki. Con André Wilms, Kati Outinen, Jean-Pierre Darroussin, Blondin Miguel, Elina Salo. Commedia, durata 93 min. Finlandia, Francia, Germania 2011. Bim.
Trama: Marcel Marx, un ex scrittore rinomato e bohemien, volontariamente si trasferisce in esilio nella città portuale di Le Havre, dove la sua professione onorevole, ma non redditizia, di lustrascarpe, gli dona la sensazione di essere più vicino alla gente. Mantiene viva la sua ambizione letteraria e conduce una vita soddisfacente nel triangolo formato dal pub dell’angolo, il suo lavoro e sua moglie Arletty, quando il destino mette improvvisamente nella sua vita un bambino immigrato proveniente dall’Africa nera.


bello un film con tutti vecchi e un bimbo nero, storia di buoni sentimenti senza retorica, un film d’arte