Il comandante della Forestale Guido Conti (Foto Fabrizio Troccoli)

Verranno sequestrati mercoledì i depuratori di Amelia (località Cecanibbio) e Acquasparta. Nella giornata si era diffusa la voce che l’operazione fosse stata già effettuata martedì dalla forestale, ma motivi tecnici hanno causato il differimento di 24 ore.

Zinco La precisazione arriva dopo la diffusione della notizia che il Corpo forestale dello Stato avrebbe notificato un provvedimento di sequestro preventivo, chiesto dalla procura di Terni e concesso dal gip Maurizio Santoloci, nei confronti dei depuratori di Amelia e Acquasparta gestiti dal Servizio idrico integrato (Sii). Nelle acque dei due impianti sarebbe stata infatti rilevata una presenza di zinco in quantità superiore a quella consentita dai limiti di legge. La forestale avrebbe inoltre riscontrato alcune irregolarità relativamente alle autorizzazioni legate all’attività degli impianti, oltre che alla gestione dei reflui.

Quattro indagati Sarebbero quattro, al momento, le persone iscritte nel registro degli indagati. L’ipotesi di reato si concretizza in irregolarità nelle autorizzazioni e scarico nelle acque pubbliche (corso d’acqua recettore) oltre i limiti tabellari previsti dalla norma speciale. La forestale spiega in una nota che durante le operazioni è giunto un successivo decreto di rettifica dall’Ufficio del gip in cui, valutate le osservazioni della parte (Sii gestore degli impianti), è stato ordinato il differimento di 24 ore della procedura di sequestro. La motivazione, di natura tecnica, si riferiva principalmente alla difficoltà da parte del gestore a reperire automezzi idonei per il trasferimento dei reflui, presenti in grande quantità a causa delle recenti piogge, ad altro sito di depurazione.

Scarichi industriali non autorizzati In una nota il Sii spiega dal canto suo spiega che «la richiesta del giudice di rimuovere i reflui contenenti zinco in quantità superiori alle norme di legge all’ingresso dei depuratori è attualmente di difficile attuazione. Si tratterebbe infatti di una manovra tecnica molto complessa che potrebbe comportare il rischio di mandare in pressione le fognature e quindi creare una situazione di sovraccarico delle stesse con il pericolo di fuoriuscita all’aperto di grandi quantità di reflui. Questo potrebbe causare un danno ambientale più evidente di quello contestato dal giudice». Il Sii precisa inoltre «di aver provveduto in data odierna a consegnare tutte le documentazioni ai propri legali» e di ritenersi in questa vicenda «parte lesa e non responsabile». «Dalle analisi dei tecnici della società eseguono continuamente sulla rete di distribuzione e sugli impianti di depurazione – spiega ancora la nota – circa due mesi fa erano emersi valori di zinco superiori ai limiti di legge. Tali concentrazioni erano riconducibili a scarichi industriali non autorizzati in fognatura che inevitabilmente finivano per essere coinvogliati al depuratore. A seguito dei suddetti rilevamenti i vertici del Sii avevano prontamente denunciato la situazione alle autorità competenti per l’assunzione dei relativi provvedimenti».

Il contesto L’operazione della forestale, intermedia ad una più puntuale indagine ed ulteriori verifiche, si inserisce nell’ambito di un’azione a più ampio respiro che il Corpo ha svolto, e continua a svolgere, su tutto il territorio provinciale nel settore della depurazione pubblica. «In tale contesto – spiega il Cfs – possono e devono concretizzarsi azioni procedurali contestuali a situazioni che poste all’attenzione della procura della Repubblica competente dalla polizia giudiziaria del Corpo forestale sono necessarie per porre termine a stati di fatto illegali e pericolosi».

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3 replies on “Zinco nelle acque reflue, gip ordina sequestro dei depuratori di Amelia e Acquasparta”

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