Carabinieri (foto Fabrizio Troccoli)

Un operaio di 27 anni, originario del Marocco, ma residente in un comune del Trasimeno, proprio nel giorno in onore delle donne vittime di violenza ha pensato di punire la compagna della sua stessa nazionalità, sua coetanea, che aveva deciso di lasciarlo dopo quattro anni di fidanzamento.Il piano di affrontarla in maniera violenta era pronto, ma fortunatamente ha commesso un errore che ha poi permesso alle forze dell’ordine di intervenire prima che l’ ennesimo fatto di sangue contro una donna venisse commesso.

I fatti Ieri a metà mattinata il giovanotto ha chiamato la centrale del 118 unico regionale e, in preda a evidente stato di agitazione, ha iniziato il suo racconto. Dall’ altro capo del telefono, una operatrice con una lunga esperienza di gestione di casi analoghi . «Ho intuito dopo poche battute – racconta l’infermiera Donatella Ciuchi in servizio al 118 di Perugia, attraverso l’ufficio stampa del nosocomio perugino – che le minacce che proferiva alla sua ex fidanzata erano concrete, minuziose. Ha specificato persino dove viveva (a pochi chilometri di distanza, da dove lui si trovava), con tanto di nome della via e numero civico».

Il racconto L’ operatrice ha continuato ad intrattenere l’operaio, facendogli diverse domande, utili a guadagnare tempo, ma in contemporanea lanciava l’allarme ai carabinieri di Magione. «Le considerazioni di non attuare gesti violenti per non spezzare due vite umane, non voleva neppure prenderle in considerazioni, ricordava piuttosto le promesse di matrimonio che si erano scambiate, i regali che il giovane aveva fatto alla fidanzata che aveva deciso di lasciarlo – prosegue Ciuchi -. Siamo rimasti a parlare per 40 minuti, lui era stato generico nel dire dove si trovasse, non era facile per i carabinieri individuare la località, così quando ho sentito le sirene delle forze dell’ordine ho pensato che eravamo vicini alla conclusione dell’intervento». Il marocchino è stato condotto in caserma e preso a verbale, con un rapporto dei carabinieri che avrà un seguito giudiziario. L’ operatrice del 118 è stata raggiunta successivamente dal comandate della stazione dei carabinieri di Magione, che le ha manifestato gli apprezzamenti per la riuscita dell’operazione. Apprezzamenti che puntualmente sono arrivati anche dal Responsabile del 118: «Casi come quello di queste ore non sono infrequenti, i nostri operatori hanno competenze ed elevata professionalità grazie a corsi di comunicazione specifici e maturati sul campo»

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