di Ivano Porfiri
Ha raccontato di aver subito pesanti molestie da un vicino di casa, amico dei genitori un ragazzino di undici anni di Umbertide. Accuse che hanno portato al fermo di un uomo di 56 anni con la terribile accusa di violenza sessuale.
Violenza sessuale aggravata L’arresto è stato effettuato giovedì 10 marzo da parte degli agenti del commissariato di polizia di Città di Castello, dopo un’incessante attività di indagine durata 48 ore. I poliziotti hanno rintracciato e posto in stato di fermo un italiano di 56 anni incensurato domiciliato ad Umbertide, perché gravemente indiziato di violenza sessuale aggravata perché nei confronti di minore e perché effettuata nelle vicinanza della scuola frequentata dalla vittima (delitto previsto agli artt. 609 bis-609 ter n.1 e 5 bis del codice penale).
Portato in campagna L’uomo, secondo quanto riferiscono gli inquirenti, avrebbe abilmente approfittato del vincolo di fiducia scaturito dall’amicizia con i genitori del minore, peraltro suoi vicini di casa, per farlo salire senza difficoltà, con la scusa di accompagnarlo a casa, a bordo della propria autovettura in una zona di campagna piuttosto isolata dove sapeva di poter agire indisturbato.
Sconvolto ha raccontato tutto Il ragazzino, sconvolto da quanto accaduto, avrebbe riferito ai propri genitori ogni particolare e le indagini immediate della polizia hanno consentito di raccogliere elementi definiti «precisi e concordanti», conducendo al fermo dell’uomo che, dopo l’interrogatorio del pubblico ministero, è stato richiuso nel carcere di Capanne, a Perugia, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

