Carcere di Sabbione (foto U24)

di Massimo Colonna

La difesa di Majec Mjeshtri lunedì mattina ha presentato istanza al tribunale del Riesame contro la decisione della custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari venerdì mattina al termine dell’udienza di convalida degli arresti. Per la difesa, che da sempre sostiene la legittima difesa, non ci sono gli estremi per l’applicazione della misura in quanto non c’è rischio di fuga né di reiterazione del reato.

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Il giudice Al termine dell’udienza di convalida dei quattro arresti il giudice Natalia Giubilei ha stabilito la conferma della custodia in carcere per il principale responsabile dei fatti che hanno portato alla morte di Oltjan Nela, 20 di origini albanesi, nella notte tra lunedì 7 e martedì 8 dicembre, mentre per gli altri tre ternani accusati di rissa aggravata sono stati stabiliti gli arresti domiciliari con la misura dell’obbligo di firma e di permanenza notturna in casa per uno dei tre.

L’appello A seguito di quella decisione l’avvocato difensore di Mjeshtri, il legale Massimo Proietti, ha presentato dunque appello al tribunale del Riesame proprio contro la conferma della custodia in carcere. Nel documento la difesa punta a richiedere gli arresti domiciliari anche per il quarto arrestato. Il ragazzo è accusato do omicidio volontario aggravato dai futili motivi e anche di rissa aggravata. Sin da subito la difesa ha parlato di legittima difesa per descrivere il contesto in cui si sarebbero svolti i fatti. Ora, a sostegno della richiesta al Riesame, la difesa punta l’attenzione sulla «non esistenza di pericolo di fuga e di reiterazione del reato, né tantomeno di alterazione delle prove», elementi che stanno alla base di questo tipo di decisioni da parte del giudice.

Il coltello Per l’avvocato Proietti dunque il ragazzo arrestato, reo confesso, ha subito fornito elementi utili agli inquirenti nella ricostruzione dei fatti. Per esempio facendo ritrovare l’arma del delitto, un coltellino svizzero con una lama di cinque centimetri, ritrovato dagli inquirenti lontano sia dall’abitazione del ragazzo, dove è stato arrestato, sia dalla scena del crimine, a Borgo Bovio, in particolare all’incrocio tra via Piemonte e via Chiesa. Anche questa collaborazione con gli inquirenti ha spinto la difesa a presentare istanza al Riesame per la revisione della misura stabilita del gip.

Twitter @tulhaidetto

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