di En.Ber.
Due venezuelani – un uomo di 39 anni e una donna di 32 – sono stati arrestati dalla squadra mobile di Perugia nell’ambito di un’operazione della Procura di Caserta che ha smantellato un giro di prostituzione che coinvolgeva ragazze sudamericane arrivate in Italia con la promessa di un lavoro regolare e lecito e invece costrette a vendere il proprio corpo in appartamenti privati in Campania.
Domiciliari a Collestrada e Case Bruciate I provvedimenti restrittivi sono stati eseguiti dalla sezione specializzata nei reati contro la persona. A entrambi gli indagati sono stati notificati i provvedimenti cautelari agli arresti domiciliari per fatti – è stato ricostruito – avvenuti lontano da Perugia tra il 2016 e il 2017. Le accuse riguardano il concorso nel favoreggiamento e nello sfruttamento della prostituzione. L’uomo, bloccato a Collestrada dagli agenti diretti dal vicequestore Virgilio Russo, ha dichiarato di essere un badante. L’altra indagata, invece, rimarrà nel suo appartamento a Case Bruciate a disposizione dell’autorità giudiziaria del tribunale di Napoli Nord.

A prescindere dai riti voodoo, in ambito di prostituzione tra soggetti maggiorenni, mi domando il motivo per il quale a cadere vittime della tratta di persone a sfondo sessuale debbano essere sempre le donne straniere, mentre quelle italiane ne debbano essere quasi esenti, sia in Italia, sia all’estero ed il motivo per il quale i marciapiedi del sesso a pagamento si svuotano durante le vacanze natalizie e pasquali ed ad una certa tarda ora di notte, per non dire di osservare le stesse professioniste con uno smartphone in mano ed anche un’autovettura a disposizione. La risposta a tutto questo è quella che la schiavitù del sesso a pagamento non è molto diffusa.