Una Ferrari (foto repertorio)

di Chiara Fabrizi

Vende una Ferrari a 165 mila euro, ma i due assegni con cui lo pagano sono falsi e l’istituto di credito che li ha emessi neppure esiste. Sette persone sono state iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Perugia per la truffa alla fine del maggio scorso ai danni del proprietario del bolide. Nelle ultime ore sono anche scattate una raffica di perquisizioni a carico dei presunti autori della truffa tra Bergamo, Monza, Lecco e Pordenone, che hanno permesso di recuperare e sequestrare telefoni e Sim utilizzati per la truffa. Già da alcune settimane, invece, il gip di Perugia aveva firmato il decreto di sequestro preventivo della Ferrari chiesto dalla Procura di Perugia, che ha permesso di recuperare l’auto a Buzias in Romania. Il bolide era nelle mani di un 43enne rumeno con precedenti di polizia per truffa. Ora si sta lavorando per restituire la Ferrari al proprietario. 

In base a quanto ricostruito, la compravendita è stata conclusa il 27 maggio scorso, dopo che la vittima della truffa aveva pure contattato la banca per chiedere conferma della veridicità dei due assegni con cui l’acquirente, una donna di 27 anni, anche lei con precedenti specifici, aveva proposto di pagarlo.

All’altro capo del telefono, però, il proprietario della Ferrari ha trovato, naturalmente senza rendersene conto, un complice dei truffatori, che ha quindi garantito la regolarità dei due titoli, uno da 90 mila euro e l’altro da 75 mila euro. Da qui la decisione dell’uomo di concludere la vendita e consegnare l’auto di lusso alla 27enne, salvo poi recarsi alcuni giorni più tardi in banca per versare gli assegni e scoprire che erano falsi e che l’istituto di credito di riferimento era inesistente.

Immediatamente è stata presentata denuncia e sono scattate le indagini. Subito si è proceduto ad acquisire le registrazioni di videosorveglianza dei luoghi in cui la vittima aveva incontrato la 27enne, dopodiché è stata esaminata tutta la documentazione di vendita del veicoli e i tabulati telefonici delle utenze usate durante la truffa. Un’indagine accurata, quella compiuta dalla squadra mobile di Perugia, che ha permesso di risalire ai 7 truffatori, tutti già noti alle forze di polizia. Ora manca solo l’ultimo tassello: restituire la Ferrari trovata in Romania al proprietario. 

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