di C.F.
Ustionato curato in Umbria anziché in un Centro specialistico. C’è il mancato trasferimento di un paziente con lesioni di secondo e terzo grado sul 20 per cento del corpo al centro della condanna al pagamento di poco più di 21 mila europronunciata dalla Corte dei Conti a carico di una chirurga plastica all’epoca dei fatti in organico all’ospedale di Terni.
La Procura regionale, per la verità, le aveva contestato un danno erariale di 84 mila euro, pari cioè al valore del risarcimento che il Santa Maria aveva versato nel 2021 al paziente «per esiti da non corretto trattamento di ustioni». Tuttavia, la dottoressa ha richiesto il rito abbreviato, proponendo il versamento dei 21 mila euro che, col parere favorevole della Procura, le è stato accordato. Nella sentenza depositata dalla Corte dei Conti si spiega che in sede civile il consulente tecnico aveva evidenziato come, «sulla base delle linee guida europee e di concordanti fonti scientifiche, il paziente con ustioni sul 20 per cento della superficie cutanea deve essere trasferito in un centro specializzato in grandi ustioni». In questo quadro, dunque, l’uomo «non avrebbe dovuto essere ricoverato a Terni, bensì stabilizzato e immediatamente trasferito in un centro specialistico». Ma così non è andata e «a fronte di tale condotta omissiva, secondo la sentenza civile, era da ritenersi imprudente e negligente, avendo esposto il paziente a rischi maggiori e incongrui».
