©️Fabrizio Troccoli

Chiede di essere processato con rito abbreviato condizionato all’acquisizione di un video delle telecamere di sorveglianza lo straniero di 24 anni arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di avere urinato su un’auto dei carabinieri parcheggiata in piazza Danti. Il giovane, aiuto cuoco, aveva ripreso la scena anche con il cellulare in un filmato di 35 secondi. È accusato di danneggiamento, oltraggio a pubblico ufficiale e vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate.

Abbreviato La richiesta di rito breve, che consente lo sconto di un terzo in caso di condanna, è stata formalizzata questa mattina dagli avvocati Giovanna D’Agostini e Marco Gentili nel corso della prosecuzione della direttissima. Nella prima udienza il giudice aveva convalidato l’arresto e rimesso in libertà il 24enne, escludendo esigenze cautelari.

Il fatto Nella notte tra martedì e mercoledì scorso, intorno alle 2.30, i carabinieri impegnati in accertamenti in piazza IV Novembre sono stati avvisati dalla centrale operativa che in piazza Danti c’era un uomo intento a «espletare i propri bisogni fisiologici sopra l’autovettura di servizio istituzionale». Dalla centrale, attraverso le telecamere di videosorveglianza, era stato notato anche che stava riprendendo la scena con il cellulare. La gazzella – si legge nel verbale dell’Arma – in quel momento «non si trovava a vista dei militari». Raggiunta piazza Danti, i carabinieri hanno trovato l’uomo «con i pantaloni slacciati e gli indumenti intimi abbassati, intento a urinare sulla carrozzeria del veicolo militare». Nel capo d’accusa il pm Alessandro Pazzaglia sostiene che il giovane avrebbe urinato «sullo sportello, sulla ruota e sulla maniglia di apertura dell’auto d’istituto dell’Arma, destinata al pubblico servizio», rendendola «temporaneamente inservibile» per la necessità di lavaggio e sanificazione straordinaria.

Il video Il 24enne è stato arrestato alle 3.15. Secondo gli atti il fatto è avvenuto «in presenza di una moltitudine di persone» e sarebbe stato ripreso con lo smartphone dell’indagato. «Dalla visione immediata – hanno ricostruito i militari – si riscontrava l’azione dell’uomo. Il telefono è stato sequestrato». Gli operanti hanno ravvisato la gravità della condotta per la «contaminazione biologica» delle parti del mezzo destinate al contatto manuale, tra cui ruota, sportello e maniglia. Le condizioni igienico-sanitarie, si legge nel verbale, avrebbero compromesso la normale funzionalità dell’auto, costretta a restare fuori servizio per gli interventi di pulizia.

Le accuse Per l’Arma la condotta configura l’oltraggio a pubblico ufficiale perché compiuta sulla pubblica via, davanti a numerose persone presenti nel centro storico, e perché offensiva dell’onore e del decoro dei militari in servizio. Secondo l’accusa, il gesto integra anche il vilipendio, in quanto ritenuto «palesemente denigratorio» e idoneo a manifestare una grave offesa pubblica.