di Francesca Marruco
Gli fece versare 826 euro per spese non meglio precisate legate alla citazione di due testimoni. Altre 18 mila euro a «garanzia» del saldo di immobilizzazione. In tutto insomma Rosa Federici da questo duo cliente di Bergamo si fece consegnare la bellezza di 333 mila euro in neanche dieci mesi per una causa di lavoro che l’uomo aveva intrapreso contro la società per cui lavorava, che lo aveva licenziato ingiustamente.
337 mila euro La somma da capogiro che la coppia non ha mai rivisto, gli venne richiesta in più soluzioni e ogni volta la Federici, adesso in carcere per millantato credito per aver chiesto 15 mila euro a dei suoi clienti per oliare un consigliere di Stato, indicava loro la causale da indicare nel bonifico o nella Postepay. E una delle ultime conversazioni avvenute tra i clienti che poi l’hanno denunciata e la stessa Federici, rivela cosa diceva l’avvocato arrestato per truffa.
La conversazione «Rosa pensavo una cosa – dice la moglie del cliente che recita una parte per far ripetere certe cose alla Federici – abbiamo versato quelle due tranche di 800 euro per i testi, adesso quando lui ritorna, noi non dobbiamo versare più nulla vero? » «No – dice la Federici – questi valgono anche per il giorno 18 ( in cui si sarebbe tenuta la successiva udienza, ndr)». «Li ripigliamo tutti i 333 mila euro che abbiamo versato a Ravenna vero?». «Certo – risponde la Federici con aria seccata – perché ci stiamo ancora dicendo questa cosa». «No perché sai, siccome la somma è forte, ce li rende il tribunale o è Trombini che ce li rende?». «E’ Trombini». «Ah quindi quella non è una cauzione che noi abbiamo versato che ci viene resa?». «Ti viene ridata da Trombini, perché tu l’hai pagata a garanzia di quello che ti ha fatto Trombini». «Quindi sarà uno più 333mila euro che abbiamo versato per il tribunale?». «Questo sempre che non succede qualcosa è attenzione, io posso garantirti per me, ovviamente il 18 ci deve essere un giudice che fa un’udienza, ci devono essere i due testi che vengono a testimoniare, aspettati anche che questi facciano due belle minacce ai testi a questo punto eh».
La moglie Dopo l’intervista che Rosa Federici ha rilasciato a Umbria24 dopo essersi avvalsa della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia, l’intervista che le è valsa il carcere e in cui tirava in ballo anche questo cliente, la moglie ha deciso di replicare a quanto detto. «Quale moglie del dirigente Trombini citato nell’intervista dalla Federici – scrive la donna in una lettera – mi pregio di rispondere all’amletico dubbio dalla stessa sollevato: “……perché mi è stato tolto il patrocinio della causa di lavoro quando questa era ancora in corso…. ?” Domanda incompleta! La domanda corretta avrebbe dovuto essere : “perché mi è stato tolto il patrocinio della causa quando fino a quel momento Il mio cliente mi aveva bonificato “soltanto” 337.000 euro ?” così come appare dalla lunga lista dei versamenti dalla Federici richiesti e dal “dirigente Trombini” effettuati, comprese le causali peraltro giuridicamente incomprensibili ma da lei dettate».
La moglie L’avvocato Federici nell’intervista diceva di aver ricevuto delle mail in cui la controparte offriva dei soldi, ai suoi clienti aveva prospettato un guadagno di un milione di euro, derivanti dal “danno biologico”. «Non sono mai arrivate mail – puntualizza la signora Altimani – in cui la controparte asseriva di voler dare dei soldi” come la Federici afferma. Se è vero la Federici porti queste mail a prova di quanto detto». L’avvocato Federici ha anche sostenuto di aver lasciato fuori dall’aula i suoi clienti perché li ha visti agitati, anche sul punto la moglie del dirigente ha voluto replicare dicendo: «l’avvocato può eventualmente consigliare e suggerire al proprio cliente di aspettare fuori dall’aula, ammesso che ne ravvisi una alterazione dello stato emotivo tale da dar luogo ad alterazioni della verità giuridica. Mai, al “dirigente Trombini” non è stato posto questo suggerimento, ma solo il perentorio : “tu aspetta qui!”».
Colpevole di ignoranza «Per “pendenza di trattative” – è ancora la lettera della moglie – la Federici rimandava, come documentato, ben 6 udienze! Questo è stato il tempo che le è stato necessario per arrivare a 337 mila euro. Fino a quando finalmente il dirigente Trombini, colpevole di ignoranza delle leggi ebbe il privilegio di conoscere chi sarebbe pii stato il suo avvocato. A nulla servono, se non d’offesa, le ipotesi fantascientifiche autoproclamate dalla Federici secondo le quali lei, invisa alle parti sociali, e non ci è dato sapere a chi altro ancora, è vittima di congiure». Quello che però la donna vorrebbe tanto sapere è a che punto sono arrivati i procedimenti incardinati a Perugia, come quello scaturito dalla loro denuncia, e poi spostati a Foggia per competenza territoriale perché i bonifici vennero fatti su conti correnti di Foggia. Dalla procura pugliese nessun commento e nessuna informazione, se non che si tratta di indagini delicate. Intanto i legali di Rosa Federici ne chiederanno la scarcerazione al gip Giangamboni.
