E’ un umbro emigrato da quasi 40 anni in Piemonte, Angelo Lolli, l’ex sindacalista della Fiom ucciso con un colpo di pistola al petto e non morto per cause naturali, come era stato ipotizzato nella prima fase delle indagini nel Cuneese.
Uscito per cercare tartufi Lo riporta il quotidiano La Stampa parlando della morte di Angelo Lolli, di 59 anni, di Caramagna (Cuneo), ex operaio ed ex sindacalista della Fiom. Il suo cadavere è stato trovato lunedì sera dai carabinieri di Bra (Cuneo) in uno specchio d’acqua nelle campagne di Verduno (Cuneo). L’allarme era stata dato dalla moglie: come tutte le mattine l’uomo era uscito, insieme al suo cane, a cercare tartufi, ma non era più rientrato.
Minuscolo foro di proiettile I carabinieri hanno trovato prima il cane, sulla riva dello specchio d’acqua, e poco più a valle il cadavere. Si era pensato a un malore, a un incidente o al suicidio ma l’autopsia, disposta dal pm di Alba, Laura Diodato ha scoperto il minuscolo foro sul petto causato da un proiettile di piccolo calibro. Gli investigatori, coordinati dal capitano dei carabinieri Pasquale Iovinella, stanno ora ricostruendo le ultime ore di vita di Lolli, che, arrivato nel 1971 in Piemonte dall’Umbria (non è dato sapere da quale parte della regione), dopo aver lavorato all’Alstom di Savigliano (Cuneo) e nella società di manutenzione Comau, era in pensione da alcuni anni e si dedicava con assiduità alla ricerca di tartufi. Al momento l’unica ipotesi che gli investigatori sono orientati a escludere è quella dell”omicidio a scopo di rapina: Lolli non aveva con sé né denaro, né oggetti di valore.

