Si è svolta nella sala dei Notari di Palazzo dei Priori, a Perugia, la celebrazione del 209/o anniversario di fondazione del Corpo di polizia penitenziaria, alla presenza dei funzionari e dirigenti dell’amministrazione penitenziaria e delle più alte autorità civili, militari e religiose di Umbria e Marche. La cerimonia ha assunto quest’anno un significato particolare, poiché rappresentativa di tutti gli istituti penitenziari del distretto del nuovo Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria, operativo dal 12 gennaio 2026 con sede proprio a Perugia. Dopo la lettura del messaggio del capo del dipartimento Stefano Carmine De Michele, sono intervenuti il dirigente Fabio Gallo, in rappresentanza dei comandanti e dei funzionari del Corpo, e il provveditore regionale Liberato Guerriero. Nel corso della cerimonia sono stati inoltre consegnati riconoscimenti al personale distintosi in attività di servizio. Dalla relazione illustrata durante l’evento emerge un quadro complesso per il sistema penitenziario umbro marchigiano, che riunisce quattro istituti in Umbria e sei nelle Marche, realtà eterogenee che riflettono l’intero panorama nazionale per tipologia di attività e popolazione detenuta.
Dati Alla data del 1° marzo 2026 i reparti del distretto gestiscono complessivamente 2.790 persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, distribuite tra 844 detenuti in alta sicurezza, 1.838 in media sicurezza e 175 cosiddetti protetti. A questi si aggiungono 108 detenuti sottoposti al regime 41 bis negli istituti di Terni e Spoleto. Il dato più critico riguarda il sovraffollamento: a fronte di una capienza regolamentare di 2.454 posti, i detenuti presenti raggiungono quota 2.824, di cui 1.710 in Umbria e 1.114 nelle Marche. La componente straniera rappresenta il 33% del totale. Sul fronte dell’organico, la dotazione prevista è di 1.661 unità ma il personale effettivamente in servizio è pari a 1.352, con una scopertura del 19%. Sempre nella relazione si egge di una carenza che incide in maniera significativa sull’organizzazione del lavoro e sulle condizioni operative del personale .
Attività Intensa l’attività operativa svolta dal Corpo. I Nuclei traduzioni e piantonamenti hanno effettuato complessivamente 6.584 traduzioni, movimentando 8.108 detenuti, con trasferimenti effettuati prevalentemente su strada ma anche tramite mezzi aerei e navali nei casi più complessi. Rilevante anche l’impegno nella vigilanza dei detenuti ricoverati: 118 quelli piantonati nei nosocomi, con 3.658 visite ambulatoriali esterne e un impiego complessivo di 10.970 unità di personale per i servizi di scorta. Sul piano dell’ordine pubblico, la polizia penitenziaria ha garantito supporto in occasione di eventi sportivi e presso i seggi elettorali, anche durante le recenti consultazioni referendarie. Importante anche l’attività giudiziaria, con numerose indagini concluse e 56 sequestri di sostanze stupefacenti per un totale di 270 grammi, oltre al sequestro di telefoni cellulari. Sono stati inoltre eseguiti arresti e misure cautelari a conferma dell’attività investigativa svolta dal personale .
Criticità Nel corso dell’ultimo anno i reparti hanno dovuto fronteggiare 499 eventi critici tra risse, aggressioni al personale e gesti autolesionistici, episodi che evidenziano il forte disagio legato anche al sovraffollamento e che incidono sulle condizioni di lavoro degli operatori. Nonostante ciò, viene sottolineato come grazie alla professionalità e alla prontezza degli agenti molte situazioni non siano sfociate in conseguenze più gravi. La relazione evidenzia inoltre le difficoltà operative dovute alla carenza di personale e alla presenza crescente di agenti giovani con minore esperienza, rendendo necessari percorsi formativi dedicati. Viene infine richiamato il ruolo fondamentale del Corpo anche nelle attività trattamentali e di sostegno ai detenuti, oltre che nelle operazioni di prevenzione e controllo all’interno degli istituti. Tra le iniziative recenti, l’adozione di un nuovo protocollo operativo regionale per la gestione delle emergenze e delle situazioni critiche, con l’impiego di personale specializzato e formazione continua, nell’ottica di rafforzare sicurezza ed efficienza del sistema penitenziario.
Regione In occasione della ricorrenza sono arrivati anche i messaggi delle istituzioni regionali. La presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha rivolto «il ringraziamento della Regione Umbria per il lavoro svolto ogni giorno con professionalità, senso dello Stato e grande responsabilità», sottolineando come la polizia penitenziaria rappresenti «un presidio fondamentale del nostro sistema democratico» e richiamando la necessità di affrontare in modo strutturale criticità come sovraffollamento e carenza di personale. Un messaggio è giunto anche dall’assessore al Welfare Fabio Barcaioli che, impossibilitato a partecipare alla cerimonia, ha espresso «auguri di buon lavoro» al provveditore Liberato Guerriero, evidenziando che il sistema penitenziario non può essere considerato secondario e che le difficoltà operative incidono sia sulle condizioni di vita dei detenuti sia sul lavoro degli operatori, richiedendo attenzione costante e politiche adeguate.

