La Corte dei conti ha aperto un fascicolo sulla situazione di Umbria Mobilità (foto F.Troccoli)

di Dan. Bo.

La procura della Corte dei conti dell’Umbria ha aperto un fascicolo su Umbria Mobilità. La magistratura contabile vuole andare a fondo sulla situazione dell’azienda unica regionale dei trasporti, le cui difficoltà sono da diverse settimane al centro del dibattito sindacale e politico. Le segnalazioni alla Corte dei conti, che avrebbe incaricato delle indagini la guardia di finanza, sarebbe giunta attraverso diversi esposti e anche dal monitoraggio dei numerosi articoli apparsi sulla stampa locale. Nelle prossime settimane, dunque, sotto la lente finiranno i conti dell’azienda.

Crediti e fideiussioni Al momento non sarebbero state formulate ipotesi di reato e il faro è acceso su quanto emerso nel corso delle ultime settimane. Sul tavolo c’è prima di tutto la crisi di liquidità che sta mettendo in difficoltà UM: la società, che negli anni scorsi ha vinto un maxi-appalto a Roma da 800 milioni di euro e 29 milioni di chilometri, deve riscuotere da Comune di Roma e Regione Lazio oltre 49 milioni di euro. Senza liquidità in cassa, UM non è riuscita a pagare le 14esime ai dipendenti. Ma sul piatto, come emerso dalla relazione dei revisori dei conti della società chiesta da palazzo Donini, ci sono anche i 152 milioni di euro di fideiussioni concesse da UM. Tutte cifre, contenute nei bilanci 2010 e 2011, di cui tutti i soci erano a conoscenza dicono in sostanza i revisori nelle cinque pagine recapitate alla presidente della Regione Catiuscia Marini, al sindaco di Perugia Wladimiro Boccali e a quello di Spoleto Daniele Benedetti, al presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi e a quello di Atc Sergio Sbarzella.

Aumento di capitale La notizia dell’indagine della Corte dei conti arriva a pochi giorni dalla decisiva assemblea straordinaria dei soci di lunedì. Assemblea con all’ordine del giorno l’aumento di capitale da almeno 20 milioni di euro che sono solo il primo punto di un piano in cinque mosse che i soci hanno l’intenzione di mettere in campo per risolvere una situazione finanziaria grave. Dalla semplice sottoscrizione al mettere mano concretamente al portafoglio passeranno alcuni mesi e trovare almeno 20 milioni in tempi di spending review per gli enti non sarà un’impresa semplice. Con tutta probabilità, l’operazione dovrà essere finanziata attraverso le risorse del bilancio 2013. La sottoscrizione è aperta ma al momento, Cna a parte che comunque non potrà certo mettere sul piatto cifre enormi, a palazzo Donini non sarebbero giunte altre disponibilità di privati mentre l’ipotesi Trenitalia è, appunto, un’ipotesi.

Si muove anche la Provincia di Perugia Intanto dopo l’approvazione del prestito-ponte da 3,8 milioni di euro la Provincia di Perugia si muove sul fronte della dirigenza. E così, mentre giovedì pomeriggio in Consiglio si discuterà del prestito, il presidente del Consiglio provinciale Giacomo Leonelli «ha avviato – informa una nota dell’ente – le procedure ufficiali per avere a disposizione una documentazione più completa a riguardo della gestione di Umbria Mobilità». La Provincia, che è anche il primo azionista dell’azienda unica regionale dei trasporti, vuole sul tavolo l’elenco di tutte le consulenze esterne, «se vi sono», «e gli importi e le qualifiche del personale dirigente». Nessuna «caccia alle streghe né strumentalizzazioni o polemiche sterili – dice Leonelli – ma sentiamo la necessità come rappresentanti di un ente che è il maggiore azionista di Umbria Mobilità di avere un quadro più chiaro della gestione, dell’organigramma, delle spese e anche del numero dei dirigenti e dei loro stipendi». Lo spirito è quello di un «confronto tecnico per capire eventuali soluzioni che possano permettere alla società di continuare la propria opera e dare allo stesso tempo certezze per il futuro del personale tutto». Secondo Leonelli una riflessione va fatta anche sul fronte politico, specialmente all’interno del Pd e nel centrosinistra tutto «sulle politiche attuate per il trasporto pubblico negli ultimi 10-15 anni». Anni «dove non sono mancati elementi discutibili e qualche anomalia di troppo».

Melasecche: serve chiarezza Chiarezza intorno alla situazione dell’azienda la chiede anche il segretario provinciale dell’Udc di Terni Enrico Melasecche. «La magistratura contabile – dice – faccia finalmente chiarezza su troppi aspetti oscuri su cui vari esponenti della sinistra ternana hanno chiuso un occhio ma anche due in base alla logica di sempre». «Il recente mancato pagamento di emolumenti ai dipendenti – continua -, il forte indebitamento della società, ma anche il grave tradimento nei confronti dei nostri concittadini i quali si trovano, dopo il danno anche la beffa, a dover contribuire ai costi del Minimetrò perugino, dopo aver rinunciato a realizzare il proprio, la dicono lunga su un processo costitutivo pieno di dubbi. Il Presidente Sbarzella, con il 20% di ATC Spa in Umbria Mobilità, non rappresenta né se stesso né il suo partito ma l’intera comunità che vive in questa parte di Umbria. A lui ed al Sindaco Di Girolamo che lo appoggia, nonostante le irregolarità fin qui commesse nella costituzione fin troppo allegra di varie società di comodo, senza il preventivo parere del consiglio comunale, chiediamo di fare chiarezza su tutti gli aspetti che stanno emergendo e che non ci tranquillizzano».

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