Il linguaggio è quello tipico degli ultrà, a volte comprensibile solo a chi orbita attorno al mondo delle tifoserie organizzate.
I particolari Ma in questa occasione il messaggio sembra chiaro a tutti. Una bandiera sottratta agli ultrà perugini ed esibita a testa in giù con l’insulto: «Polli» e : «Stai attento alle bandiere». Insomma esporre un vessillo, un drappo o una bandiera di una tifoseria avversaria, nel gergo degli ultrà, è tra i gesti considerati più oltraggiosi. Se non addirittura una sfida lanciata agli ultrà avversari che prima o poi si dovranno rifare. Un tifoso della Nocerina, contattato da Umbria24, spiega: «Il loro vessillo è a testa in giù. E’ il segno evidente che le hanno prese e si sono fatti sottrarre la bandiera, ecco perchè sono dei ‘polli’. Nella loro curva hanno esposto uno striscione contro di noi perchè eravamo assenti. Ma tutti sanno che non andiamo allo stadio, nè in casa nè in trasferta a sostenere la nostra squadra per un segnale chiaro che vogliamo dare allo stato. E comunque ci rincontreremo».
Sui social network Qualcuno su Facebook prova a spiegarla così: «Non andremo allo stadio fin quando i nostri fratelli non saranno liberi». Il riferimento è chiaramente ai tifosi nocerini arrestati dopo gli scontri con quelli perugini a Nocera. Era la prima di campionato, una parte della tifoseria del Perugia raggiunge regolarmente lo stadio della Nocerina con la colonna di poliziotti. Un’altra parte, prevalentemente sprovvista della tessera del tifoso, arriva a Nocera e entra in città. In questa occasione avvengono gli scontri. Il gruppo di tifosi perugini fu aggredito dai nocerini. Anche l’altro gruppo regolarmente giunto allo stadio subì le violenze e un autobus fu danneggiato. Saranno 15 di loro ad essere arrestati per le violenze e i provvedimenti arriveranno all’indomani degli episodi che hanno visto nuovamente protagonista la tifoseria nocerina, contro la Salernitana, nota come ‘la sceneggiata’ dei giocatori «ricattati» dai tifosi. Facendo un passo indietro e ritornando agli scontri con striscioni, il primo fu esibito proprio dopo gli scontri tra i nocerini e i perugini, durante la partita della domenica successiva della nocerina. In uno striscione gli ultrà nocerini provarono a spiegare la violenza definendo «sacra» la loro «terra», violata dall’intrusione in città dei tifosi perugini. Prima dello striscione esibito oggi a Nocera c’è l’episodio dell’altro striscione esibito sulla curva del Perugia durante la scorsa partita contro la Nocerina: «Se non vieni non vale, nocerino maiale», che è costato una multa alla società del Perugia calcio da parte della giustizia sportiva.
Un passo indietro Precedenti più remoti che risalgono ai primi anni novanta, raccontano qualcosa di simile a quanto sta avvenendo in questi giorni. Avvenne tra i tifosi del Perugia e quelli della Ternana. In un’area di servizio si scontrarono le due opposte tifoserie umbre e i perugini rubarono un vessillo ai ternani. Questo bastò a scatenare l’ira avversaria. Durante la trasferta l’autobus con a bordo i tifosi del Perugia fu raggiunto da un sasso e per poco si evitò la tragedia. L’autobus usci fuori strada e si arrestò grazie a un albero.
Si fa anche così Il furto del vessillo è praticato dalle tifoserie e a volte viene anche strumentalizzato. In ambienti vicini agli ultrà si racconta che spesso ci si introduce nelle curve avversarie per prendere i drappi che restano comunque esposti e simulare così di averli rubati durante gli scontri, per sfidare le tifoserie avversarie.
