di Iv. Por.
Chiede l’equo indennizzo per l’eccessiva durata del processo, la signora Cecilia: la sua causa contro l’amministratore di condominio è iniziata infatti nel 2001, quando aveva 85 anni e ora che ne ha 95 è stato decretato un rinvio al 2014.
La protagonista La protagonista è Cecilia Dell’Orco, originaria di Ortona dei Marsi (L’Aquila), ex funzionaria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, classe 1916. Nel corso della sua vita ne ha viste di cotte e di crude. Ma nemmeno le due guerre mondiali le hanno probabilmente procurato tanta amarezza quanta quella causa iniziata nel 2001 per un giudizio di risarcimento contro il condominio per alcune infiltrazioni di acqua.
La storia Tutto ha inizio quando nel 2001, a seguito delle continue infiltrazioni di acqua piovana nel suo appartamento a Roma, la signora Cecilia, allora 85enne, cita in giudizio davanti al Tribunale civile di Roma l’amministratore del proprio condominio per essere risarcita dei danni. Dal 2001 inizia il lungo calvario giudiziario dell’anziana che, tra rinvii di udienze, cambi di giudici ed avvocati e burocratismi processuali vari, passa 10 anni impelagata tra carte bollate.
L’ultimo rinvio Poi, circa una settimana fa, quando la causa sembrava giungere alla fine, l’inaspettato rinvio al 2014 per la precisazione delle conclusioni, quando la donna avrà 98 anni. Ora la signora Cecilia ha deciso di chiedere allo Stato italiano, con ricorso alla Corte di Appello di Perugia patrocinato dagli avvocati Marco Angelozzi e Giacinto Canzona, del Foro di Tivoli, l’equo indennizzo per l’eccessiva durata del processo. Vorrebbe, insomma Cecilia, se le è concesso, sapere se ha torto o ragione prima di abbandonare questa Terra.

