di Massimo Colonna
Il gip del tribunale di Terni ha concesso gli arresti domiciliari anche ad Edoardo Romani, l’ingegnere biomedico che era finito in carcere insieme ad altre quattro persone nell’ambito dell’inchiesta sul protocollo ‘Seven to stand’. Romani era l’ultimo degli arrestati ancora in carcere: la difesa così ha ottenuto anche per lui l’attenuazione della pena.
Ai domiciliari La decisione è arrivata nella mattinata di martedì: il giudice Simona Tordelli ha così accolto le richieste presentate nei giorni scorsi da parte degli avvocati dell’ingegnere biomedico, i legali Manlio Morcella e Marco Gabriele. La difesa si era mossa su questo fronte anche per l’altro assistito, il medico Pierluigi Proeitti, finito inizialmente in carcere e poi ai domiciliari. Stessa sorte anche per gli altri tre arrestati Fabrizio Silvestri, Annalisa Grasso, Giovanni Domenico Petrini.
La vicenda Tutti devono rispondere delle accuse mosse dalla procura della Repubblica di Terni di associazione a delinquere finalizzata alla truffa di pazienti affetti da patologie neurodegenerative, come la sclerosi multipla o la Sla. Secondo gli inquirenti il protocollo ‘Seven to stand’, promosso dal gruppo, non portava i benefici che invece venivano promossi.
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