di C.F.
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Aumenti per tutti dal 13% al 73%, senza esenzione per fasce deboli. È un ritocco all’insù che peserà nelle tasche dei genitori, piuttosto imbestialiti, quello che scatterà dal primo gennaio nelle mense scolastiche del Comune di Trevi. Già, perché la giunta guidata dal sindaco Bernardino Sperandio ha deciso di raschiare anche la tariffa del servizio in questione. Dalla stangata ai genitori saranno recuperati 35 mila euro da destinare «al ripristino del contributo alle famiglie senza reddito, manutenzione delle scuole e potenziamento del Pof (piano offerta formativa, ndr)».
Mense scolastiche, aumenti da 13% a 73% Risultati, questi, che peseranno molto sulle tasche dei cittadini, finora abituati a contribuire per 3 euro al costo di un pasto scolastico che al Comune ne costa 5.20, senza alcuna distinzione di reddito. A Trevi, infatti, la tariffa in questione non è mai stata progressiva, tanto che ad anno nuovo oltre al salasso è atteso anche il debutto delle fasce di reddito. I rincari si faranno sentire su tutti: da 0 a 18 mila euro si passa da 3 a 3.40 euro (+13%), da 18 mila a 36.515,98 da 3 a 4.20 (+33%) e via dicendo, fino ad arrivare ai redditi superiori ai 100 mila euro che saranno chiamati a pagare 5 euro. Nessuna esenzione è prevista, neanche per i redditi annui fino a 5 mila euro.
Trasporto scolastico, ritocco dell’8.6% Ma la stangata ai genitori non finisce qui. Anche sul trasporto scolastico comunale i costi lievitano e qui senza progressività. Un anno di bus giallo a Trevi costava 230 euro, quest’anno è salito fino a 250. Zero sconti per chi ha più di un figlio, ma solo una piccola dilazione sul pagamento degli abbonamenti successivi al primo (30 ottobre per il secondo, 30 novembre per il terzo). Scelte e decisioni che non sono piaciute neanche un po’ al Movimento 5 stelle, contrario agli aumenti su due servizi e determinato a individuare soluzioni alternativa per rastrellare risorse e introdurre la rateizzazione del trasporto in due o tre soluzioni.
Sperandio Dal salasso mense si recupereranno, come detto, circa 35 mila euro. «Abbiamo l’esigenza – spiega Sperandio – di ripristinare il contributo alle famiglie senza reddito eliminato dal commissario prefettizio, oltre che di avere risorse da destinare alla manutenzione delle scuole. Stiamo lavorando per tagliare, ma non è rimasto più molto, purtroppo – afferma – dobbiamo chiedere di più ai cittadini se vogliamo mantenere servizi come questi».
