di Enzo Beretta
Il giudice Natalia Giubilei ha incaricato la psicoterapeuta Maria Caterina Pezzi di verificare se il giovane poco più che maggiorenne accusato di aver ricattato una tredicenne filmata con il cellulare mentre faceva sesso insieme a lui «era capace di intendere e di volere al momento dei fatti» e «se è socialmente pericoloso». Le contestazioni risalgono al 2021 auando la vittima frequentava la terza media di un istituto dell’Umbria.
L’incarico «Esaminato l’imputato – si legge nel verbale – sottoposto lo stesso agli accertamenti necessari, esaminata la documentazione medica in atti, anche se necessario, previa acquisizione presso qualsiasi struttura pubblica o privata, dica il perito quali sono le condizioni dell’imputato, se era capace di intendere e di volere al momento dei fatti, se è capace di partecipare coscientemente al processo e in caso di incapacità se è irreversibile o meno, e se è socialmente pericoloso». La deposizione della psichiatra è in programma per il 18 giugno.
Le accuse Il giovane viene ritenuto responsabile dei reati di atti sessuali con minorenne, detenzione o accesso a materiale pornografico, violenza privata, violenza o minaccia per costringere a commettere un reato e prostituzione minorile. L’imputato – hanno ricostruito le indagini – ha avuto rapporti con la minorenne «in almeno cinque occasioni» e anche nel suo cellulare Huawei è stato trovato un video hard. La Procura di Perugia contesta «l’aggravante di aver commesso il fatto anche al fine di realizzare il reato di violenza sessuale».
Parte civile I genitori della studentessa adolescente si sono costituiti parte civile nel processo abbreviato nei confronti dell’imputato e di un suo amico che secondo l’accusa ha realizzato un video con il proprio telefono cellulare e chiedono di essere risarciti. «I reati hanno prodotto gravissimo danno – si legge nella memoria dell’avvocato Giuseppe Rosichetti – in particolare profondo turbamento con conseguenti ripercussioni fisiche e psicologiche che la tredicenne e i suoi genitori hanno subìto sul piano fisico, psicologico, morale e patrimoniale». Gli imputati vengono difesi dagli avvocati Pietro Fusco, Maria Bruna Pesci, Cristina Zinci e Gloria Loreti.
