Stava posizionando la segnaletica per un cantiere stradale l’operaio travolto e ucciso da un camion in A1 nella mattinata di martedì nei pressi di Orvieto. Umberto Rosito, 38 anni originario del Sud Italia ma residente da tempo nella città della Rupe, è morto sul colpo.

Tragedia in A1 Il sinistro si è verificato prima delle 8 in carreggiata direzione nord dove la vittima era al lavoro per conto di una ditta di manutenzione. Sulla dinamica sono in corso le indagini della polizia stradale di Orvieto che subito ha raggiunto il luogo dell’incidente constatando, purtroppo, ciò che era successo. Era stato nel frattempo fatto alzare un elisoccorso ma è stato fatto rientrare. Sul posto anche il personale e i dirigenti sia della ditta presso cui lavorava l’operaio sia di autostrade per l’Italia. L’accaduto, come da prassi, è stato portato all’attenzione dell’autorità giudiziaria di Terni.

Dramma in autostrada A pochi giorni dal tragico infortunio ai danni dell’operaio 26enne Sanderson Mendoza, dipendente Tapojarvi, in forza all’acciaieria di Terni, ecco l’ennesima tragedia sul lavoro: «Inaccettabile – commentano i sindacati -, un uomo nel pieno della sua vita, impegnato in un’attività fondamentale per la sicurezza e il funzionamento delle nostre infrastrutture. Esprimiamo vicinanza e solidarietà alla famiglia, ai colleghi e a tutta la comunità orvietana, così duramente colpita».

Sindacati Le Segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil Umbria, unitamente alle categorie dell’edilizia Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, esprimono profondo cordoglio per la tragica morte del 38enne Il lavoratore, dipendente di un’azienda orvietana impegnata sul posto, è stato investito da un mezzo pesante in transito, nonostante il cantiere risultasse correttamente segnalato. «La magistratura ha avviato le indagini per accertare le dinamiche e le eventuali responsabilità dell’accaduto – si legge nella nota congiunta dei sindacati –, ma allo stesso tempo non possiamo non denunciare, ancora una volta, la gravissima fragilità del sistema di prevenzione e tutela nei cantieri, soprattutto in quelli stradali. Il lavoro deve essere sicuro, sempre, e ogni morte è la prova che non stiamo facendo abbastanza. Non basta parlare di sicurezza: serve un salto di responsabilità collettiva, politica, sociale e imprenditoriale. Le sigle sindacali hanno formalmente richiesto e sollecitato la Regione affinché venga attivato un tavolo istituzionale su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che coinvolga tutte le parti interessate e consenta di costruire, insieme, una strategia efficace e strutturale di prevenzione, formazione e controllo».

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