di Francesca Marruco

«Nessuno può giudicare quello che Riccardo ha compiuto, un gesto insensato per un momento di debolezza. Riccardo ci invita a pregare per lui e ci può insegnare che non bisogna mai smettere di cercare i valori nella vita, di non abbandonarsi allo sconforto. Ci può insegnare ad indirizzare le nostre singole vite alla ricerca del bene, dei valori, dell’amore». Le parole del parroco di Villa Pitignano risuonano in una chiesa gremita che non riesce neanche a contenere le tante persone arrivate a dare l’estremo saluto a Riccardo Bazzurri, il 32enne che domenica scorsa ha sparato alla ex compagna Ilaria Abbate, al loro bambino di due anni e poi ha fatto fuoco su sé stesso.

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Momento buio Il parroco, nell’omelia preceduta dalla lettura della parabola delle Beatitudini che «stride, le beatitudini stesse stridono (beati e felici coloro i quali, ci dice il Signore), con la sofferenza che viviamo in questo momento. Il buio ci attanaglia e cerchiamo la tua luce». Il parroco richiama le parole pronunciate dal cardinale Gualtiero Bassetti, «respiriamo veleni che distruggono le nostre vite, intossicano i valori della famiglia, della solidiarietà. Assistiamo allo sgretolarsi della famiglia e dei suoi valori».

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Consolare i familiari «Eppure – dice ancora il parroco – è possibile vivere un’aria nuova, stare lontano dai veleni, dalle cose materiali alle quali ci attacchiamo, nella quali mettiamo il nostro cuore: il denaro, gli oggetti. In questa società fatta di immagini, di cose che crediamo inalienabili, ma che non tiene conto dei valori, della parola data, degli impegni presi. Viviamo in una società che ci insegna a mollare tutto alla prima difficoltà, ad eliminare tutto ciò che ci disturba senza il minimo spirito di sacrificio. La nostra fede ci fornisce strumenti validi per superare tutto questo. Noi che siamo qui – ha cocluso -possiamo consolare i suoi familiari e pensare a quelle persone che sono state beneficate dal gesto della donazione degli organi. Affidiamo quindi l’anima di Riccardo al Signore e preghiamo affinché protegga Ilaria e il suo bambino e che i familiari tutti trovino pace e speranza di una vita nuova».

Gravissimi Ilaria Abbate e il piccolo di due anni continuano a restare attaccati alla vita. Seppure in una condizione gravissima, sono stabili. I dottori della rianimazione di Perugia, hanno programmato per sabato mattina una Tac alla mamma per cìverificare se ci sono stati dei cambiamenti nella situazione clinica. Ma i tempi, per entrambi, si preannunciano mlto lunghi.

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