Guardia di Finanza in azione

Baristi assunti come soci per eludere il fisco. Ammonta a oltre un milione di euro il singolare meccanismo di evasione messo a punto da un imprenditore del Tuderte titolare, di fatto, di due locali. A scoprirla gli uomini delle fiamme gialle che, dopo un’indagine certosina, hanno accertato la presenza di 25 lavoratori «grigi», vale a dire irregolari.

Il sistema di evasione contributiva adottato dall’uomo prevedeva l’assunzione di personale formalmente inquadrato nelle due società intestatarie dei bar come «associato in partecipazione». Una tipologia contrattuale consentita dalla legge, ma nel caso specifico utilizzata «strumentalmente e illegittimamente» per dissimulare rapporti di lavoro di tipo dipendente.

Oltre un milione di evasione Con l’escamotage della partecipazione alle società, l’imprenditore riusciva a presentare dichiarazioni dei redditi sgonfiate e, soprattutto, non effettuava alcuna ritenuta d’acconto Irpef sugli stipendi dei dipendenti spacciati per «lavoratori associati». Gli uomini della Guardia di finanza smontato il meccanismo di evasione hanno accertato la sottrazione di una base imponibile di circa 394 mila euro, l’omissione delle dichiarazione dei sostituti d’imposta, dichiarazioni infedeli per il calcolo delle imposte sui redditi per circa 410 euro, mancato versamento di Iva e Irpef per, rispettivamente, 250 mila e 95 mila euro. Quadro che ha spinto gli uomini delle fiamme gialle a definire le due società evasori paratotali, considerando che i ricavi effettivi superavano del 50% quelli dichiarati al fisco.

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