di Enzo Beretta
Rinviato a giudizio un uomo di 55 anni accusato dal pubblico ministero di Perugia dei reati di maltrattamenti in famiglia nei confronti della compagna convivente e di suo figlio, di violenza sessuale e di lesioni aggravate. Il giudice ha deciso che per lui il processo inizierà il 5 maggio davanti al tribunale collegiale. I fatti oggetto delle contestazioni vanno dall’ottobre 2020 al novembre 2023, periodo nel quale le persone offese sono state maltrattate «in modo abituale e continuativo» dall’uomo che talvolta era «sotto gli effetti di abuso alcolico».
La Procura della Repubblica racconta di «continue vessazioni, aggressioni fisiche e verbali, Ingiurie e minacce alle persone offese alle quali è stata procurata una condizione psicologica di soggezione e paura, rendendo così la vita familiare penosa e insopportabile, tanto che la donna nel settembre 2023 ha contattato il numero di emergenza vittime di violenza domestica telefono donna e nel novembre 2023 si recava negli uffici della questura di Perugia al fine di attivare la procedura di ingresso in una struttura protetta di pronta emergenza». In un capo di imputazione piuttosto lungo, di quattro pagine, viene contestato all’imputato – difeso dagli avvocati Francesco Cinque e Alessandro Bartoli Ciancaleoni – di aver insultato la donna con le frasi come ‘hai la testa piena di bigattini… si può usare per andare a pesca’. Un paio di mesi prima, nell’agosto 2023, «mentre stavano svolgendo lavori di manutenzione a casa, minacciava la donna di seppellirla in una intercapedine sotto il pavimento dell’immobile, cosicché non sarebbe stata ritrovata».
L’uomo, accusato tra le altre cose «di aver svegliato nel cuore della notte la compagna per avere un rapporto sessuale e, a seguito del diniego della stessa, di averle sferrato due pugni alla schiena», in un’altra circostanza «a seguito di un diverbio per futili motivi che si era acceso perché era stato appeso un disegno della figlia sul muro con il nastro adesivo che avrebbe potuto rovinare l’intonaco, ha preso la donna al collo e l’ha sbattuta al muro».
Nel 2021 – è sempre l’accusa – «l’ha tirata per le braccia, cercando di darle un bacio e, stringendola forte in modo da non farla andare via, le ha fratturato l’ulna sinistra»: «Subito dopo averle cagionato lesioni l’ha raggiunta in camera, ha chiuso la porta e si è messo seduto sopra di lei con il corpo, immobilizzandola e costringendola a subire un rapporto sessuale». Le persone offese sono assistite dagli avvocati Elena Bistocchi e Giuliana Astarita.
