di Francesca Marruco
Bernardo Provenzano a Perugia per un periodo della sua latitanza? Lo riporta l’edizione di sabato del quotidiano La Nazione citando la testimonianza di 34enne laziale che lo ha detto alla trasmissione «Funamboli di notte» dell’emittente radiofonica viterbese Radio Verde. Il testimone, che alla trasmissione ha preferito rimanere anonimo e ha parlato con la voce distorta dai microfoni, ha detto di aver riconosciuto nel boss dei boss Bernardo Provenzano quando è stato arrestato nel 2006, l’ uomo che aveva visto lavorare in una pizzeria di Perugia.
La pizzeria in centro Il testimone, che all’epoca in cui avrebbe visto Provenzano era studente nel capoluogo umbro, sostiene di averlo incrociato in almeno un paio di occasioni in una pizzeria del centro storico. Sostiene di essere stato colpito dal fatto che un uomo anziano, «facesse un lavoro di fatica». Ha detto anche di avergli scattato una foto in cui però si vede un uomo con una mano davanti al volto.
L’arresto del boss Il testimone, alla trasmissione della radio viterbese ha detto di essersi reso conto del gesto di quello che secondo lui poteva essere Provenzano e di non avergli dato troppo peso. Invece, quando nel 2006 vide le immagini dell’arresto del boss e vide la sua faccia, ha detto di «essere saltato sulla sedia perché era l’uomo che lavorava nella pizzeria di Perugia».
A Perugia di passaggio Il 34enne laziale ha anche aggiunto che si trattava di una persona cordiale e gentile, un po’ riservato, con un forte accento siciliano. In trasmissione ha anche aggiunto di aver chiesto al titolare della pizzeria il perché un uomo tanto anziano lavorasse dietro al bancone, e ha riferito di aver ricevuto come risposta che «aveva bisogno di un appoggio ed era a Perugia solo di passaggio».
Il 2003 Secondo i ricordi del testimone, il presunto Bernardo Provenzano sarebbe stato a Perugia nel periodo tra il maggio e l’ottobre del 2003. Lo stesso anno in cui il boss andò ad operarsi a Marsiglia. Gli stessi mesi in cui Provenzano andò a fare una visita in Francia prima dell’intervento. La pizzeria, sempre secondo il ricordo del testimone, avrebbe poi cambiato gestione alla fine dello stesso anno.
Perché aspettare Un mitomane? Alla domanda sul perché si sia deciso a raccontare la cosa sei anni dopo l’arresto del boss, ha risposto che pensava «giustizia fosse fatta con l’arresto» e che forse dove era stato prima poteva non essere importante. Per spostarsi e rimanere impunito il superboss godeva di appoggi e aiuti. Ne ha avuti anche a Perugia? Una circostanza che difficilmente potrà essere verificata, al di là del ricordo di questo testimone. Sempre che non ne spuntino altri.

