di Chiara Fabrizi
Circa 100 mila tonnellate derivanti da crolli e da demolizioni. Questa la stima intorno alla quale la Regione ha definito la gestione delle macerie con le operazioni di rimozione che, a differenza di quanto riferito dal sindaco Nicola Alemanno la scorsa settimana, prenderanno il via ai primi di marzo. Venerdì, intanto arriva Gentiloni.
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Gentiloni a Norcia Il premier arriverà a Norcia per la tradizionale nazionale mostra mercato del tartufo nero pregiato di Norcia e dei prodotti tipici. «Grazie per aver accettato l’invito del sindacoe della Regione Umbria e di partecipare all’inaugurazione di ‘Nero Norcia’», afferma la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. Gentiloni sarà in visita anche alle “casette” di San Pellegrino. «La sua presenza – aggiunge Marini – è innanzitutto significativa per i cittadini di Norcia e dell’intera Umbria, perché è nel segno della fiducia per il futuro e per il progressivo ritorno a una condizione più diffusa di normalità. Inoltre, rappresenta un ulteriore segnale verso il sistema economico della Valnerina che vuole in ogni modo ripartire. La aspettiamo con piacere – conclude – grati per la costante attenzione e per gli impegni concreti assunti dal Governo nella fase di emergenza e per la ricostruzione».
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BAGGIO A NORCIA
Macerie nell’ex cava di Misciano Si sta chiudendo, intanto, in questi giorni la fase autorizzativa per l’utilizzo del sito dell’ex cava di Misciano che si estende per circa sette ettari all’interno del Parco nazionale dei Sibillini, seppur proprio al confine dal perimetro del sito naturalistico su cui sono vigenti normative di tutela ambientale non derogabili. Anche per questo l’avvio delle fase operativa non è ancora avvenuto. Dopo il primo terremoto del 24 agosto, infatti, la Regione aveva individuato il sito di stoccaggio delle macerie all’esterno del perimetro del Parco ma le scosse di fine ottobre hanno costretto a individuare un sito cinque volte più grande di quello inizialmente selezionato.
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BAGLIONI A NORCIA
Stimate 100 mila tonnellate L’ok del Parco sulla valutazione di incidenza ambientale è arrivato nei giorni scorsi, mentre è di mercoledì il parere positivo con cui Anac (Autorità nazionale anticorruzione) ha acceso il disco verde sulle procedure seguite dalla Regione sull’appalto di gestione delle macerie affidato a Vus per un valore complessivo che gira intorno ai 7 milioni di euro. Circa 100 mila tonnellate è la stima delle macerie prodotte dal terremoto tra Norcia, Cascia e Preci seppur soggetta a variazioni successive alla ricognizione dei crolli e delle demolizioni necessarie all’interno delle zone rosse non ancora definitive e puntuali. Tuttavia, l’ex cava di Misciano che accoglierà le macerie dei tre comuni ha una capienza adeguata al fabbisogno. Qui, come spiegato dal geologo della Protezione civile regionale che ha seguito la pratica, Nicola Berni, a titolo cautelativo è stato necessario applicare una copertura a protezione del fondo per circa 5 mila metri quadri al fine di evitare qualsiasi tipo di contaminazione della falda sottostante, comunque molto al di sotto del terreno.
Come funziona la gestione Previsti anche sistemi di canalizzazione per evitare che la pioggia depositando sulle macerie possa provocare infiltrazioni pericolose, anche se va detto che per i materiali pericolosi, tra tutti l’amianto, è stata disposta un’attività preventiva e di separazione che verrà eseguita direttamente nell’area di prelievo delle macerie per cui, salvo anomalie, i materiali che arriveranno nell’ex cava di Misciano non conterranno inquinanti. Tuttavia, le precauzioni non sono mai troppe specie all’interno di un sito di interesse come il Parco dei Sibillini, fermo restando che sull’operazione vigileranno Asl, Arpa e tutti gli organi di controllo preposti. Le macerie verranno separate in base ai materiali proprio utilizzando i 5 mila metri quadrati rivestiti, dopodiché è prevista la triturazione e il riutilizzo per la ricostruzione di opere pubbliche con l’obiettivo di ridurre i quantitativi residui destinati allo smaltimento. Entro la settimana in corso Regione e Vus dovrebbero firmare il contratto, dopodiché si stima di poter iniziare le operazioni di rimozione entro i primi di marzo seguendo le indicazioni che arriveranno dai piani in fase di definizione nei tre Comuni.
Protesta a Campi di Norcia Ai sindaci di Norcia, Cascia e Preci è stato infatti chiesto di indicare formalmente le priorità, quindi le zone di maggiore interesse, ed elaborare studi preventivi così da permettere al gestore Vus di pianificare gli interventi. In attesa dell’avvio vero e proprio delle operazioni da Campi bassa arriva proprio una protesta per la mancata rimozione delle macerie da via San Salvatore, alle spalle dell’omonima chiesa sconquassata dalle scosse. In particolare la strada che accompagna all’abitato (in foto) è impraticabile per la presenza di macerie crollate da un’abitazione adiacente alla carreggiata. Nello stesso tratto la furia del terremoto ha anche piegato pali e supporti per i cavi dell’alta tensione presenti lungo la strada, alcuni dei quali risultano tuttora incastrati tra le macerie. La strada non è naturalmente praticabile e anche se nella zona di Campi bassa interessata non risulta risiedere nessuno proprio a causa dei danni, il disagio a sei mesi dal terremoto fa infuriare la popolazione.
@chilodice
