di Ivano Porfiri
Hanno usufruito di quattro milioni di euro per la ricostruzione falsificando i Durc. La guardia di finanza ha denunciato padre e figlio, alla guida di un’impresa edile campana, che ha compiuto lavori a Bazzano di Spoleto fra il 2004 e il 2007.
Ricostruzione nel mirino La guardia di finanza di Perugia sta scandagliando nel torbido della miriade di imprese edili che hanno prosperato nell’ambito della ricostruzione post-terremoto. Dal 2010, ha spiegato il comandante provinciale Vincenzo Tuzi, le fiamme gialle stanno passando al setaccio i lavori eseguiti nel triennio 2004-2007. Dopo l’eclatante caso di Giove di Valtopina, ora vengono a galla altre situazioni illecite nell’ambito dell’uso dei fondi pubblici.
La ditta campana Il Nucleo di polizia tributaria di Perugia, comandato dal tenente colonnello Enrico Blandini, ha accertato così che un’impresa di costruzioni con ad Avella (Avellino) ha effettuato lavori presentando falsi Durc (Documenti unici di regolarità contributiva) riuscendo così ad ottenere indebitamente circa 4 milioni di euro di soldi pubblici per lavori realizzati a Bazzano di Spoleto dal 2004 al 2007.
Denunciati padre e figlio Perciò il legale rappresentante pro-tempore della società campana, un 34enne di Avella, è stato denunciato alla competente per falsità materiale e ideologica e truffa aggravata. Inoltre, è stato appurato che l’uomo, dopo aver preso i soldi, ha aumentato il capitale sociale della società portandolo da circa 10 mila a 810 mila e, subito dopo, donato al padre sessantenne le quote della società in modo da spogliarsi formalmente di tutti i suoi beni. Per tale comportamento, per gli inquirenti «con evidenti finalità simulatorie», il padre di 61 anni, è stato denunciato per riciclaggio.
Il mega sequestro La denuncia al figlio, formalmente nullatenente, è stata possibile applicando il D.Lgs. 231/2001 che comporta anche la responsabilità amministrativa della società, oltre che quella del titolare. Così per la procura di Spoleto è stato possibile procedere a un provvedimento di sequestro preventivo. In particolare, la finanza ha sequestrato, in varie località della Campania, la totalità delle quote della società edile (pari a 810 mila euro) e il patrimonio imputabile alla stessa (tra cui un terreno a Deiva Marina La Spezia), su cui sono edificati manufatti grezzi per 15 appartamenti, oltre ad auto, camion e mezzi per il movimento terra e un appartamento ad Avella e crediti verso clienti per circa 1.350.000 euro. In totale oltre 3.200.000 euro.
Sinergie decisive Il comandante provinciale della gdf, colonnello Tuzi, «anche in questa circostanza ha tenuto a precisare che l’attività svolta dal Corpo della gdf, grazie alla perfetta sinergia con l’autorità giudiziaria, sfrutta tutti gli strumenti normativi messi in campo dal nostro legislatore per combattere il pericoloso fenomeno dell’indebita percezione di erogazioni pubbliche».



