di Chiara Fabrizi
Nuova forte scossa di terremoto stamani in Centro Italia. La scossa è stata molto lunga ed è stata avvertita chiaramente sia nel Perugino che nel Ternano. i sismografi americani di Emsc indicano una magnitudo di 6.6, la più forte finora mai registrata. E’ l’ennesima, dopo quelle di ieri avvertite a Spoleto, Foligno, Terni e Perugia. Riguardo le scosse di ieri i primi a rilevare la scossa sono i sismografi americani di Emsc che hanno segnato un evento di magnitudo 4,5 con epicentro in provincia di Macerata. Pochi minuti dopo Ingv ha indicato in 4.2 l’intensità del terremoto, localizzandone l’epicentro ad Abeto, frazione di Preci, dove peraltro sfila l’unica impervia via d’accesso alla zona. Preci dalla prima serata di venerdì è, infatti, isolata, stretta tra il super masso di Triponzo (Cerreto di Spoleto) e gli edifici pericolanti di Piedivalle (Preci). Intanto l’ultimo bollettino di Ingv aggiornato alle 10 del 29 novembre segnala oltre 1.400 eventi sismici.
L’appello del sindaco di Preci La nuova scossa è tornata a spaventare le popolazioni della Valnerina, in particolare a Preci il sindaco Pietro Bellini fa i conti coi residenti in fuga, tanto che nella mattinata di sabato ha lanciato un appello: «In tre giorni sono andate via tantissime persone ed è questo il vero dramma di cui nessuno parla. I danni si riparano ma le comunità non si ricreano. Sento il dovere come sindaco di lanciare un appello alla gente di questa montagna: non abbandonatela, restiamo uniti». Le terribili scosse del 26 ottobre hanno messo in ginocchio la zona fino a Campi e Ancarano, frazioni di Norcia. Anche la città di San Benedetto ha subito un aggravamento significativo dei danni patiti il 24 agosto, quando a crollare sono state San Pellegrino e Castelluccio. Complessivamente le persone assistite nella terza notte sono 519 distribuite in sei comuni ossia Norcia, Preci, Monteleone di Spoleto, Cascia, Sellano e Spoleto (i posti a disposizione sono oltre 730). Ad Ancarano la situazione dell’accoglienza risulta più critica, gli spazi nella tensostruttura della pro loco sono striminziti per i settanta sfollati e le stufette poco possono contro il freddo pungente della notte. La protezione civile ha montato una struttura adibita a mensa, di cui non c’è stato bisogno a Campi, dove la sede della proloco recentemente realizzata ospita una sessantina di sfollati che crescono a ottanta per i pasti: «Da qui – dice il quarantenne Roberto Sbriccoli, presidente della pro loco e punto di riferimento della comunità – non è andato via nessuno e farò di tutto per evitare la fuga da questo territorio».
VIDEO, REPORTAGE SUI LUOGHI FANTASMA
MAPPA INTERATTIVA: LE 700 SCOSSE OLTRE M.2
FOTOGALLERY: REPORTAGE TRA I CROLLI E LO SMARRIMENTO DEGLI SFOLLATI
FOTOGALLERY: DAI LUOGHI DEL SISMA
FOTOGALLERY, PRECI: DANNI E LA NOTTE DEGLI SFOLLATI
FOTOGALLERY: I DANNI A NORCIA E ALLA CHIESA DI CAMPI
Preci isolata Dalla prima serata di venerdì chi sta lasciando Preci, però, può farlo soltanto dall’unica via di accesso disponibile, ossia la strada del muraglione che passa da Abeto e Todiano e penetra il territorio di Norcia. Già, perché la strada 409 che collega Preci con la Tre Valli è chiusa dal 26 ottobre all’altezza di Triponzo (Cerreto di Spoleto) e dalla serata di venerdì anche la strada provinciale 476 è bloccata a Piedivalle (Preci). Il borgo è stretto tra il masso piombato in carreggiata e gli edifici pericolanti: «Stiamo valutando che tipo di intervento fare per poter riaprire – dice Bellini – ma sappiamo che non sarà un intervento lampo, riteniamo che ci vorranno un paio di settimane per mettere in sicurezza gli stabili». Ma ad aver bisogno di massicci interventi di messa in sicurezza e in alcuni casi probabilmente di demolizioni è l’intero territorio comunale di Preci, a cominciare dal centro dove sono stati dichiarati inagibili il municipio, la caserma e l’ufficio postale: «Abbiamo bisogno di prefabbricati per erogare i servizi del Comune» dice il vicesindaco Paolo Masciotti.
FOTOGALLERY: I DANNI A USSITA E VISSO
VIDEO:NOTTE TRA SFOLLATI E CROLLI DI VISSO E USSITA
MAPPA INTERATTIVA: TUTTE LE SCOSSE DALLE 19,00 ALLE 2,00
FOTOGALLERY: TERREMOTO E NUBIFRAGIO A TERNI
FOTOGALLERY: L’ABBAZIA DI SANT’EUTIZIO CROLLATA
Vescovo: «Fiducia della popolazione minacciata» Di fronte alla chiesa di San Salvatore di Campi sventrata, un tragico simbolo del sisma del 26 ottobre insieme a Sant’Eutizio, è tornato a parlare anche il vescovo Renato Boccardo, impegnato nella giornata di sabato in una visita pastorale tra le popolazioni colpite dal sisma: «C’è l’amarezza per le puntellature che non sono state fatte in questi due mesi, nonostante i numerosi sopralluoghi. Nessuno può dire che le messe in sicurezza l’avrebbero salvata, ma probabilmente i danni sarebbero molto minori. Lo stesso stato d’animo lo vive anche la popolazione perché – prosegue il vescovo – ho trovato persone più addolorate per la perdita di San Salvatore che per i danni in casa propria. Queste chiese – evidenzia monsignor Boccardo – sono l’identità della comunità, la loro storia, la loro fede. Tuttavia – va avanti il vescovo – non è il tempo delle polemiche bensì quello di lavorare tutti insieme per evitare che questo si ripeta, ritengo sia arrivato il momento di abbattere le barriere burocratiche, almeno nelle fasi di emergenza. Da quanto mi è stato riferito – ha concluso – si sta lavorando per riuscire a intervenire tra lunedì e martedì almeno sui campanili pericolanti e le facciate».
Danni ingenti ai beni culturali Al suo fianco Sbriccoli, il presidente della pro loco che, indicando il borgo di Campi Alta arroccato sulla montagna, dice: «Evitiamo un altro crollo come quello di San Salvatore. Lì c’è Sant’Andrea che rischia di fare la stessa fine». Giovedì nel centro di accoglienza di Ancarano la protezione civile ha installato la mensa, tra loro intorno alle 13 il vescovo Boccardo che a Umbria24 ha spiegato: «La popolazione è ferita, spaventata, nessuno qui si sente tranquillo e questo crea uno stato di tensione continua che si alterna a grandi gesti di solidarietà. Le donne anziane del paese nonostante tutto si sono messe ai fornelli e hanno preparato il pranzo». Dalla diocesi fanno poi sapere che la concattedrale di Santa Maria nella piazza centrale di Norcia si è pesantemente aggravata, la facciata è compromessa e pericolante. Analoga la situazione della basilica di San Benedetto e del monastero completamente inagibile. Il vescovo ha incontrato i monaci che si sono trasferiti in alcune casette di legno vicine a un monastero di montagna. Una soluzione va trovata per le nove monache benedettine che stanno vivendo nei vani caldaia e nella lavanderia. Quattro di loro sono molto anziane e andrà individuata una soluzione. Gravi anche le lesioni riportate dalla chiesa di Sant’Andrea a Campi alta. Nel pomeriggio il presule visiterò il centro Caritas di Preci e la pro loco di Campi dove incontrerà gli sfollati, per poi visitare Sant’Eutizio.
VIDEO: ANIMAZIONE TERREMOTO Mw 5.9
Norcia, ok a domande per nuovi sopralluoghi Da domenica al Centro operativo comunale di Norcia è invece possibile presentare le nuove istanze per richiedere la verifica delle agibilità degli edifici sia pubblici che privati. Le istanze non dovranno essere ripresentate da chi ha già avuto notificata l’ordinanza di inagibilità (lettera E o EF). In particolare proprietari e affittuari, che potranno presentare la domanda al Coc dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, dovranno indicare nei moduli oltre ai propri dati anagrafici e al codice fiscale, anche i dati catastali (foglio, particella, subalterno) e i dati del proprietario (compreso il codice fiscale) se diverso da chi presenta l’istanza. Va indicato anche se sullo stesso fabbricato è stato effettuato un sopralluogo a seguito degli eventi sismici del 24 agosto e l’eventuale esito: lettere A (edificio agibile); B (edificio temporaneamente inagibile in tutto o in parte ma agibile con provvedimenti); C (edificio parzialmente inagibile); D (edificio temporaneamente inagibile da rivedere con approfondimento).
@chilodice

Gli americani sono extra size anche nei terremoti.