di Chiara Fabrizi
Quasi mille scosse in due giorni, più di 80 con magnitudo compresa tra 3 e 5. Dopo i due forti terremoti di 5,4 e 5,9 del 26 settembre la terra a confine tra Umbria e Marche continua a tremare complicando la conta dei nuovi danni e degli aggravementi in corso tra Preci e Norcia, le zone più colpite. Molte le lesioni contate nelle prime ore negli edifici strategici e quindi pubblici, tra questi la pratica più delicata è quella dell’ospedale di Norcia tutto inagibile ad eccezione del pronto soccorso, mentre torna quella parziale sulla scuola superiore Battaglia, sempre nella città di San Benedetto. A Preci vigili del fuoco e tecnici hanno acceso il disco rosso sul Comune, la caserma dei carabinieri e l’ufficio postale. Il viaggio nella zona a confine tra i due comuni, ossia la Valle Castoriana, la più vicina a Visso e Ussita, racconta di borghi fantasma, evacuati in fretta anche dai pochi residenti che li popolano pure nei mesi invernali. Da Ancarano a Piedivalle regna il silenzio, squarciato solo dai boati delle scosse continue.
VIDEO, REPORTAGE SUI LUOGHI FANTASMA
MAPPA INTERATTIVA: LE 700 SCOSSE OLTRE M.2
FOTOGALLERY: REPORTAGE TRA I CROLLI E LO SMARRIMENTO DEGLI SFOLLATI
FOTOGALLERY: DAI LUOGHI DEL SISMA
FOTOGALLERY, PRECI: DANNI E LA NOTTE DEGLI SFOLLATI
FOTOGALLERY: I DANNI A NORCIA E ALLA CHIESA DI CAMPI
Sfollati e assistenza Circa 600 le persone assistine nei centri accoglienza allestiti nei due territori comunali dove in fretta e furia sono state riportate brandine e coperte per fronteggiare la primissima fase della nuova emergenza, per la quale è stata esclusa la soluzione delle tende, così come deciso dalla protezione civile e dal governo che indicano gli alberghi e il contributo per l’autonoma sistemazione come percorsi obbligati per la gestione degli sfollati, a cui seguiranno i campi casette. Circa 120 le persone assistite a Preci, mentre poco meno di 300 quelle accolte al Palatennis di Norcia e nelle due frazioni più colpite, Campi dove si dorme nella sede della proloco recentemente realizzata e Ancarano nella tensostruttura. A Sellano, poi, un centinaio è tornato nelle casette di legno del sisma del ’97, mentre a Cascia in 45 hanno trascorso la notte in palestra. All’esterno del Palatennis Ivano, 59 anni, da dieci residente a Norcia è un’eccezione, del resto ha passato la vita in barca, era un motorista ora fa manutenzioni: «Per me è il primo terremoto, ho sentito bene quello di L’Aquila, ma questo è chiaramente un’altra cosa. Sono vestito così – racconta – da mercoledì sera quando ho lasciato casa mia vicino alla chiesa dell’Addolorata (in centro a Norcia, ndr) ho compilato il modulo dei pompieri per essere accompagnato e sono in attesa di poter rientrare. Casa mia – va avanti – non è danneggiata ma ci sono dei rischi esterni legati alla chiesa, per cui siamo venuti qui al dormitorio, io come diversi vicini mentre altri dormono in macchina». Che in tanti abbiamo passato la seconda notta nelle macchine lo dice anche il sindaco di Preci, Pietro Bellini: «Nella tarda serata di ieri ho fatto un’ampia perlustrazione e ho trovato tanta gente nelle auto, li invito a confluire nei centri di accoglienza per il tempo necessario ai sopralluoghi. A Borgo Preci abbiamo ancora una cinquantina di brandine ma se non saranno sufficienti procederemo a richiederne altre». Agli assistiti dopo il 26 ottobre si sovrappongono, a volte coincidendo, gli sfollati del 24 agosto. Soltanto a Norcia siamo nell’ordine di 1.300, di cui quasi 300 alloggiati in albergo e un migliaio in autonoma sistemazione.
FOTOGALLERY: I DANNI A USSITA E VISSO
VIDEO:NOTTE TRA SFOLLATI E CROLLI DI VISSO E USSITA
MAPPA INTERATTIVA: TUTTE LE SCOSSE DALLE 19,00 ALLE 2,00
FOTOGALLERY: TERREMOTO E NUBIFRAGIO A TERNI
FOTOGALLERY: L’ABBAZIA DI SANT’EUTIZIO CROLLATA
Danni agli edifici pubblici Mentre i volontari della protezione civile si occupano dell’assistenza alla popolazione, montate anche tre tensostrutture adibite a mensa, va avanti la conta dei danni. I primi sopralluoghi come sempre interessano gli edifici strategici che, va detto, hanno riportato diversi danni. La pratica più sensibile è sicuramente quella dell’ospedale di Norcia evacuato in fretta e furia mercoledì notte e dichiarato inagibile l’indomani. Qui resta aperto solo il pronto soccorso, che ha superato il test di pompieri e tecnici, ed è necessario intervenire in fretta per ripristinare tutti i servizi sanitari. In questo senso venerdì mattina l’assessore regionale Luca Barberini ha messo sul tavolo del ministero della Salute l’inagibilità del nosocomio e pure quella del distretto sanitario di Norcia con sede a palazzo Accica. Inagibilità parziale anche per la scuola superiore Battaglia che era stata già danneggiata dal sisma del 24 agosto e ripristinata dalla Provincia di Perugia, che ora dovrà nuovamente intervenire. A confermare è il dirigente dell’ente, Andrea Rapicetti, che parla di danni molto contenuti come il distacco degli intonaci in prossimità delle giunzioni dello stabile, sia parte vecchie che nuova. Sul fronte degli edifici pubblici, Preci non può contare sul muncipio e sulla caserma dei carabinieri, così come è stato chiuso l’ufficio postale. Anche a Vallo di Nera risultano danni al palazzo comunale, mentre a Spoleto si stanno verificando alcuni edifici scolastici e a Foligno risulta critica la situazione del liceo scientifico. Completata la maxi ricognizione degli edifici pubblici, si passerà a quelli privati sia vecchi che nuovi, anche se chi ha già in mano una scheda Aedes deve comunque ripresentare domanda per una seconda verifica.
FOTOGALLERY: NORCIA I DANNI A CAMPI ALTA
FOTOGALLERY:COMPROMESSO IL CAMPANILE DI SANTA MARIA DELLA BIANCA DI ANCARANO (NORCIA)
Viaggio tra i borghi fantasma E di certo il numero dei sopralluoghi tornerà a lievitare. La speranza degli amministratori locali la confessa il vicesindaco di Norcia, Pierluigi Altavilla: «Speriamo che ora che la macchina organizzativa è ben oliata si proceda più speditamente con le verifiche». Le squadre dei rilevatori fronteggieranno indubbiamente una pesante mole di richieste in zone fin qui controllate solo marginalmente dopo il sisma del 24 agosto. Le nuove scosse hanno infatti messo in ginocchio un’altra area della Valnerina quella che si allarga tra Todiano (Preci) e Ancarano (Norcia). Il viaggio tra i borghi fantasma è fatto di silenzi, lesioni e crolli sia di prime che di seconde case, a volte anche ricostruite dopo il sisma del 1997. Rasi al suolo vecchi ruderi o stabili che già versavano in pessime condizioni. Molto seria la situazione anche a Campi alta e bassa (Norcia), nel centro di Preci e nelle frazioni di Abeto, Collescille, Acquaro, Piedivalle, Todiano e Valle. Al vaglio sia a Norcia che a Preci l’istituzione di nuove zone rosse, dopo quelle firmate dai sindaci a seguito del sisma del 24 agosto.
@chilodice
