Terremoto Emilia foto Donati

di Ivano Porfiri e Maurizio Troccoli

I volontari umbri a Finale Emilia parlando di una «botta tremenda» a proposito della prima scossa, quella di magnitudo 5.8 delle 9 del mattino di martedì. La prima di una lunga serie che ha portato ancora morte e distruzione. L’epicentro  nel Modenese. La terra ha tremato decine di volte anche a Milano e in altre regioni del settentrione fino all’Umbria.

Contingente straordinario a San Prospero Un contingente straordinario della Regione Umbria è partito con destinazione San Prospero, in provincia di Modena, dove sarà allestito un campo per ospitare 250 terremotati. La richiesta è giunta alla sala operativa della protezione civile proprio mentre stava per cominciare la riunione già convocata e cui ha partecipato la stessa presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. La colonna mobile che raggiungerà San Prospero è composta da trenta volontari, più due funzionari della protezione civile regionale, ed è completamente autosufficiente ed in grado, quindi, di poter ospitare 250 persone.

Lettere a tutti i sindaci «Le immagini sconvolgenti che giungono dall’Emilia-Romagna ci impongono, oltre agli adempimenti che ci richiede la protezione civile nazionale ogni ulteriore sforzo per essere vicini, con aiuti concreti, alle popolazioni così duramente colpite». E’ quanto ha affermato Catiuscia Marini, al temine della riunione. «Per questo – ha aggiunto – ho deciso di inviare una lettera a tutti i sindaci della regione affinchè mettano a disposizione innanzitutto tecnici (ingegneri, architetti e geologi) per intensificare la nostra presenza nelle zone terremotate nell’opera di verifica dell’ agibilità degli edifici. Abbiamo inoltre già comunicato la messa a disposizione degli immobili della nostra regione idonei per il ricovero dei beni culturali a rischio. Ovviamente – ha concluso – siamo impegnati ad accogliere ogni ulteriore richiesta che ci dovesse pervenire sia dalla regione Emilia Romagna che dai comuni colpiti e ci renderemo disponibili per ogni necessità».

L’altro campo Martedì mattina era partito anche il contingente di volontari e funzionari che ha dato il cambio al personale umbro che sta operando nell’altro campo allestito e gestito dalla Regione Umbria a Massa Finalese, e che ospita altre 250 terremotati. La Regione è inoltre impegnata nell’invio di tecnici per l’effettuazione dei rilievi e la verifica dell’agibilità degli immobili. In questo caso si tratta di squadre formate da funzionari della Regione e delle province di Perugia e Terni. Infine, già da alcuni giorni operano in Emilia Romagna i geologi della Regione, sia per la verifica degli effetti di amplificazione del sisma con l’utilizzo di speciali rilevatori, sia per lo studio dei fenomeni di liquefazione del terreno riscontrati in diverse località colpite dal sisma.

Partiti anche vigili del fuoco Dopo le fasi di preallerta, per i vigili del fuoco dell’Umbria, coordinati dal Direttore regionale Gioacchino Giomi, nei giorni scorsi sono partiti mezzi ed uomini. Dopo il nuovo sisma, sulla base delle disposizioni impartite dal comandante provinciale Marsella  sono partite anche altre 11 unità operative esperti in tecniche SAF (speleo alpino fluviale)  ed esperti in puntellamenti diretti al Comando Operativo Avanzato realizzato a Reggio Emilia dopo le nuove scosse.

Magnitudo 5.8 La giornata era inizata con un sisma avvenuto poco dopo le 9 che ha avuto magnitudo 5.8 ed è stato avvertito fino all’Umbria e alla Toscana. L’epicentro è stato ancora in Emilia, in provincia di Modena, a 10.2 km di profondità.

Ancora morti Dalle informazioni provenienti dai comuni di Mirandola, Finale Emilia e San Felice sul Panaro, nel Modenese, ci sono ancora morti. Sarebbero 16 le persone decedute in provincia di Modena, tra cui 3 operai morti a San Felice sul Panaro nel crollo di un capannone industriale, 2 persone morte a Mirandola. Ancora due persone sono morte per il crollo della loro abitazione, rispettivamente, a Concordia e a Finale Emilia. Un’ottava persona, il parroco di Rovereto sul Secchia, è deceduto, ma non è ancora chiaro se sia stata stroncata da un malore o dalle conseguenze di qualche cedimento. Una donna è morta a Cavezzo, sepolta dalle macerie del Mobilificio Malavasi. Ci sarebbero anche dei feriti. Feriti anche nel Piacentino, nel Mantovano e in provincia di Rovigo. Ma il bilancio è purtroppo ancora provvisorio.

Avvertito in Umbria La terra alle 9 ha tremato anche in Umbria. I lettori di Umbria24 sui social network segnalano che la scossa è stata chiaramente avvertita a Perugia e nell’Altotevere, specie nei piani alti delle abitazioni. Ma anche dall’Eugubino e dal Trasimeno sono giunte segnalazioni. I vigili del fuoco mezz’ora dopo il sisma non segnalavano in Umbria situazioni di rilievo. Non sono stati segnalati danni a cose o a persone né chiamate di gente allarmata. La protezione civile dell’Umbria ha ricevuto alcune segnalazioni del terremoto ma, come sottolinea il responsabile della sala operativa, Maurizio Tesorini, «non c’è nessuna segnalazione specifica».

«Sembrava esplosa una gomma» Molto forte, invece, è stata la «botta» avvertita dai volontari della protezione civile umbra che lavorano al campo allestito a Finale Emilia. «Erano in macchina – racconta Tesorini – e hanno sentito una grande botta: hanno pensato di avere bucato invece era il terremoto». Dall’Umbria è in partenza intanto una seconda colonna mobile che darà il cambio alla prima intervenuta dopo il sisma del 20 maggio in Emilia.

I tecnici umbri stanno bene Diversi tecnici provenienti dall’Umbria in queste ore stanno effettuando rilievi e sopralluoghi sugli edifici nei comuni più colpiti dal sisma del 20 maggio, in particolare nel Ferrarese. Secondo quanto riferisce la sala operativa della protezione civile umbra tutti sono al sicuro e nessuno è rimasto coinvolto nei crolli di questo nuovo terremoto. Nei pressi delle unità umbre risultano tanti i cittadini impauriti e bisognosi di assistenza. La nuova scossa determinerà «un allungamento dei tempi di permanenza per le attività di soccorso alle popolazioni», conclude Tesorini.

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