di Maurizio Troccoli
E’ stato approntato il campo ‘San Prospero’, in Emilia, dai volontari della Protezione civile umbra per gli sfollati del terremoto. Sono 40 i volontari umbri arrivati a San Prospero per prestare i i primi soccorsi. Gli aiuti umbri sono dislocati tra Finale Emilia e San Prospero.
La testimonianza «C’è diversa gente che dorme in macchina – dice Francesco Lucaroni, Protezione civile Umbria, nella videointervista (riprese Matteo Berlenga) – quindi abbiamo approntato subito le tende con i posti letto. Al momento sono disponibili 250 posti al caldo e nel campo è inclusa la cucina e la mensa. C’è la possibilità di ampliare il campo da 250 a 500 posti in base alle richieste che giungeranno».
Gratitudine è stata espressa dalla popolazione locale ai volontari umbri, per l’efficienza dell’interveno e per la disponibilità dimostrata fin dalle prime ore dopo la forte scossa.
Parte l’Istituto Zooprofilattico E’ partita giovedì una task force dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Umbria Marche (ZSUM) per il Comune di San Prospero nella provincia di Modena. Uno dei comuni più colpiti dal terremoto dei scorsi giorni. La Protezione Civile della Regione Umbria impegnata sul posto per le attività di soccorso, ha chiesto il supporto di alcuni esperti, in materia di emergenze non epidemiche dell’IZSUM, per organizzare nel Comune di San Prospero l’area della cucina del nuovo campo tende. E’, infatti, in corso l’installazione di un nuovo campo tende per le migliaia di sfollati (14.000) a seguito degli ulteriori recenti crolli che hanno colpito la zona, è scritto in una nota dell’istituto.
Approfondimento L’Izsum già da tempo è impegnata nella formazione e aggiornamento del personale addetto alla preparazione e somministrazione pasti della Colonna Mobile Integrata della Regione Marche e Umbria. Tanto che sono state fornite alla Protezione Civile delle stesse regioni, le linee guida elaborate in istituto, per la corretta prassi igienica nelle mense campali.
I particolari L’Izsum è intervenuto in diverse calamità naturali: proprio da queste esperienze si è concretizzata l’idea di disporre di personale adeguatamente preparato da mettere a disposizione di coloro che operano sul territorio. La gestione dei soccorsi sanitari è complessa, anche a causa dei problemi imposti dall’evento calamitoso stesso. I sistemi gestionali tradizionali risultano essere insufficienti data la mole di informazioni necessarie per fronteggiare le emergenze non epidemiche e i tempi molto rapidi richiesti per prendere decisioni. Tutti gli organi preposti alle emergenze, quindi, devono riuscire ad organizzare risposte rapide, ma efficaci che possano permettere di prendere decisioni univoche, adeguate e condivise.

