«Il terremoto che stanno vivendo da una decina di giorni le popolazioni dell’Emilia Romagna è molto simile a quello vissuto da noi umbri quindici anni fa». Lo scrive Marcello Rinaldi, delegato regionale Caritas Umbria che agginge: «Quelle interminabili scosse che per mesi hanno messo a durissima prova la nostra vita facendoci capire che mai più sarebbe stato come prima, ma non tutto sarebbe stato perduto. Dalle macerie, infatti, sono sorti dei segni tangibili di carità e di speranza nelle comunità cristiane dell’Umbria grazie alla solidarietà e alla condivisione di moltissime persone, soprattutto giovani, che per quasi quattro anni hanno svolto attività di volontariato nelle zone dell’Umbria maggiormente colpite dal sisma del 1997-1998. I volontari giunsero anche dall’Emilia Romagna per accompagnarci moralmente e materialmente nel difficile avvio della ricostruzione. Anche per questo non possiamo non far sentire la nostra vicinanza con la preghiera e con gesti concreti di solidarietà a chi è venuto ad aiutarci ed oggi ha bisogno del nostro sostegno». E’ il commento della Caritas dell’Umbria dopo aver appreso la notizia della nuova forte scossa del 29 maggio, che ha provocato in Emilia Romagna nuove vittime, nuovi senzatetto e nuove distruzioni di case, edifici pubblici, realtà produttive e chiese, mettendo ancora una volta a durissima prova il morale delle popolazioni.

Le azioni in corso Il delegato regionale lo scorso 26 maggio si è recato in visita alle comunità maggiormente colpite «per esprimere di persona la vicinanza delle Chiese diocesane umbre e dando la disponibilità ad inviare, qualora ci fosse bisogno, gruppi di volontari», scrive Caritas in una nota. Rinaldi si è incontrato con il delegato regionale dell’Emilia Romagna Giammarco Mazzocchini, che gli ha illustrato la situazione, «ed è in costante contatto con il delegato della Caritas del Triveneto, don Giovanni Sandonà, che coopera in stretto rapporto con la Delegazione emiliana. La Caritas Umbria invita tutte le comunità parrocchiali della regione a sostenere con la raccolta di fondi gli aiuti di prima emergenza ed i progetti di medio-lungo periodo messi in Campo dalla Caritas italiana.
La Caritas italiana – ancora il comunicato –  ha allestito a Finale Emilia un Centro di coordinamento Caritas dove poter coordinare gli aiuti per consentire una raccolta delle esigenze e delle opportunità/risorse che si possono mettere in campo da subito. Sarà anche sede dei coordinamenti interdiocesani e degli incontri con la stessa Caritas italiana e il Delegato regionale delle Caritas dell’Emilia Romagna. La Caritas si è subito resa disponibile a collaborare con la Protezione civile regionale e le Istituzioni locali per specifici bisogni. Intanto si stanno affiancando le Caritas locali già attive anche prima del terremoto per la distribuzione di generi di prima necessità alle famiglie più in difficoltà. Si intensifica l’attività di ascolto e accompagnamento delle fasce più deboli e si prevede, come nelle altre emergenze, una presenza a medio-lungo termine, avendo sempre come priorità la cura delle relazioni, l’attenzione alle persone e famiglie, soprattutto a coloro che hanno perso il lavoro a causa dei danni alle strutture produttive, e l’attenzione alla ricostruzione socio-economica, all’animazione e ai luoghi di aggregazione delle comunità».

I soldi stanziati «Da tutta Italia – rende noto la Caritas umbra –  le Caritas hanno già manifestato vicinanza e disponibilità ad aiutare, così come l’intera rete internazionale: Caritas Europa e Caritas Internationalis si sono dette pronte a contribuire agli interventi Caritas. Oggi la Conferenza episcopale italiana ha stanziato un milione di euro e sabato scorso un «contributo straordinario» di 100 mila euro era stato stanziato da Papa Benedetto XVI, tramite il Pontificio Consiglio ‘Cor Unum’, ‘a sostegno delle attività di assistenza svolte dalla Chiesa cattolica in favore delle vittime’»

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