La mappa elaborata dall'Ingv sulla sequenza sismica a Gubbio da gennaio a dicembre 2013

di Ivano Porfiri

Gubbio sta imparando a convivere con le scosse e la paura. Certo, come si può convivere con un pericolo che sembra non voler lasciare l’Umbria mai in pace. Sono stati tremila, secondo l’Ingv, gli eventi sismici da gennaio al 18 dicembre, giorno della scossa più forte, da 3.9. Intanto le comunità.

Tremila scosse Sono stati oltre seimila i terremoti registrati nell’area dell’Appennino umbro-marchigiano da gennaio 2013. Sono circa tremila quelli della zona intorno a Gubbio. La maggior parte di questi terremoti sono molto piccoli e non vengono avvertiti dalla popolazione. Soltanto 58 hanno avuto magnitudo superiore/uguale a 2.5.

Lo sciame prosegue Intanto prosegue lo sciame dopo la scossa di magnitudo 3.9 di mercoledì a mezzogiorno. Altro otto scosse di magnutudo superiore a 2, di cui la più forte di magniduto 2.9 è stata registrata mercoledì alle 14.36.

Chiesa inagibile Dalla scossa di 3.9 non sono stati registrati danni, ma qualcuno da tutte queste scosse ci ha rimesso eccome. Si tratta dei parrocchiani di Semonte, la cui chiesa è stata dichiarata inagibile con un’ordinanza firmata prima dell’ultimo evento, ovvero il 13 dicembre. L’area tra Semonte e Mocaiana è, infatti, proprio il cuore della zona sismica interessata dal lunghissimo sciame in corso. «Era una situazione davvero troppo pericolosa – spiega don Armando Minelli a Trgmedia – e se da un lato siamo preoccupati per la sorte della nostra chiesa e per il futuro della comunità, dall’altro ogni domenica era diventata un rischio. Un pericolo di quelli che davvero non si possono correre, specie con un’ondata sismica che sembra non volerci abbandonare». La cosa che amareggia di più è l’avvicinarsi del Natale. «Ad oggi – dice don Armando – non abbiamo un posto dove celebrare la Messa di mezzanotte, né quella del 25».

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