La finanza ha apposto i sigilli in tutto il piccolo borgo

di Ivano Porfiri

L’intero borgo di Giove di Valtopina, ricostruito dopo il terremoto del 1997, è stato sequestrato dalla guardia di finanza a seguito di un provvedimento del gip di Perugia. Sono state riscontrate gravi irregolarità e ci sono, al momento, due indagati. A Giove vivono ancora una quindicina di persone nei container che finalmente vedono la giustizia occuparsi del loro caso.

5 milioni buttati Venerdì scorso i militari del comando provinciale della guardia di finanza di Perugia hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip di Perugia, dell’intero borgo di Giove di Valtopina, composto da 55 unità abitative per un valore complessivo pari a circa 5 milioni di euro.

Due indagati Nell’inchiesta aperta dai sostituti procuratori Mario Formisano e Paolo Abbritti, al momento, risultano indagati il progettista e direttore dei lavori oltre al rappresentante legale della ditta che ha eseguito la ristrutturazione. Le accuse sono truffa e violazione delle normative antisismiche. Ma le indagini proseguono anche ad altri livelli.

Gravi irregolarità Al sequestro attuale si è giunti in conseguenza delle indagini svolte dalle fiamme gialle e dagli esiti delle consulenze tecniche disposte dalla procura di Perugia, depositate nei giorni scorsi. Le relazioni hanno evidenziato «gravi irregolarità nell’attività edificatoria» per lo più attinenti a «violazioni alle disposizioni normative previste per l’edificazione in zona sismica».

I rifiuti pericolosi Nei primi mesi del 2009 i militari della compagnia della gdf di Foligno avevano già proceduto al sequestro probatorio di un’area a due passi dal borgo di Giove, ma nel territorio del Comune di Nocera Umbra, adibita a discarica abusiva nella quale sono stati trovati anche rifiuti pericolosi, con la conseguente denuncia di quattro persone per violazioni alle norme ambientali e penali. I successivi approfondimenti svolti dalle fiamme gialle hanno permesso di stabilire con certezza che i rifiuti depositati nella discarica abusiva provenivano da un cantiere utilizzato per la ricostruzione post-terremoto dell’intero borgo di Giove.

Pericolo per l’incolumità pubblica La fase successiva delle indagini, culminata con i sequestri odierni, è stata mirata ad individuare l’effettivo e regolare svolgimento dei lavori di ricostruzione post-sisma del borgo di Giove attraverso l’analisi della documentazione acquisita, anche con l’ausilio di consulenti tecnici che, in conclusione, hanno avvalorato le ipotesi investigative dei finanzieri della compagnia di Foligno confermando le svariate criticità di progettazione e realizzazione con conseguente pericolo per l’incolumità pubblica in considerazione del fatto che la zona d’interesse ricade in un’area ad elevato rischio sismico.

Striscia e Umbria24.it A distanza di quasi quattordici anni dallo sgombero delle abitazioni le persone che vi alloggiavano sono ancora sistemate nei container. La vicenda è stata oggetto di un’attenta campagna stampa e di molteplici trasmissioni televisive come Striscia La Notizia che hanno evidenziato la gravità dell’accaduto. Anche Umbria24.it si è occupata del caso di Giove nei mesi scorsi.

Regione: seguiamo il caso «La Regione Umbria seguirà  con attenzione le vicende relative al sequestro di Borgo Giove di Valtopina e si attiverà per verificare se la progettazione degli interventi ha seguito correttamente, sia in termini di conformità che di procedimento, l’iter previsto dalla norme in vigore».  E’ quanto affermano i competenti uffici della Regione Umbria in merito al sequestro dell’intero borgo effettuato, stamani,  dal Comando provinciale della guardia di finanza di Perugia. «La vicenda di Giove di Valtopina – affermano in Regione – è da tempo all’attenzione delle cronache e della stessa amministrazione regionale  a seguito del contenzioso che da anni contrappone  i proprietari e la ditta appaltatrice dei lavori dagli stessi individuata e che finora ha impedito l’erogazione completa del contributo per la ricostruzione da parte del Comune.  Lavori – conclude la Regione – per i  quali ora sembra palesarsi, nel decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip di Perugia, anche il mancato rispetto delle norme antisismiche».

Vicenda vergognosa Picchia duro il capogruppo Udc Maurizio Ronconi. «Il sequestro degli edifici ricostruiti a Giove di Valtopina – dice – è la conclusione di una vicenda vergognosa in cui le ditte ma anche gli Enti Locali, compresa la Regione, hanno gravissime responsabilità se non altro per aver abbandonato e non controllato con puntualità le vicende della ricostruzione. Quella di Giove è una piaga ancora aperta dopo quattordici anni dal terremoto e in un certo qual modo paradigmatica di una ricostruzione che su molti aspetti ha lasciato a desiderare particolarmente sul versante dei controlli della congruità e della sicurezza del ricostruito».

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