Un'aula del tribunale di Terni

di Fabio Toni

Per l’accusa, avrebbero gestito un ambulatorio di medicina del lavoro a Terni senza disporre delle necessarie autorizzazioni. Lo studio, avviato da una società di prevenzione e consulenza all’interno della propria sede, avrebbe svolto decine di visite ed esami su altrettanti lavoratori di importanti aziende del territorio, fra cui l’Asm e l’Ilserv. Per la vicenda, circoscritta dall’accusa fra il 2008 e il 2011, sono finite a processo sette persone: il legale responsabile della società privata, un socio collaboratore e cinque medici.

Le accuse Ai primi due viene contestato l’aver «aperto e mantenuto un ambulatorio medico, dove venivano effettuati gli accertamenti diagnostici e le visite mediche ai lavoratori dipendenti di Asm Spa e Ilserv, senza la prescritta autorizzazione. Gli esami effettuati sono quelli ‘classici’ della spirometria, elettrocardiogramma e audiometria. In fase d’indagine, nel mirino dei Nas di Perugia c’erano finite 64 visite, 46 delle quali riguardanti dipendenti Asm e le altre 18 su lavoratori dell’Ilserv.

I medici Ai cinque medici, oltre al falso, viene contestato l’esercizio abusivo della professione in concorso con il legale responsabile e il socio collaboratore dello studio ‘incriminato’. Secondo l’accusa i cinque professionisti, attraverso la propria firma, avrebbero consentito a quest’ultimi di effettuare direttamente gli accertamenti diagnostici, pur non avendo alcun titolo medico per poterlo fare.

La richiesta Nel corso dell’udienza di lunedì mattina, davanti al giudice Simona Tordelli e al vpo Paola Micheli, un noto studio medico ternano e l’Associazione laboratori privati Italia centrale hanno avanzato richiesta di costituzione di parte civile attraverso l’avvocato Fabio Barogi. Per il legale, la società avrebbe «svolto attività di medicina del lavoro per diversi anni, pur in assenza delle autorizzazioni». Un aspetto, questo, che avrebbe causato un «ingiusto profitto e, al contempo, perdita di chance lavorative per le strutture sanitarie e gli ambulatori medici in regola». Contestualmente è stata avanzata una richiesta di risarcimento danni pari a 200 mila euro per lo studio medico e altrettanti per l’associazione Alpic.

Prossima udienza Il tribunale dovrà ora decidere se ammettere o meno la richiesta di costituzione di parte civile: se ne parlerà nella prossima udienza fissata per il 2 luglio.