di Chiara Putignano
«Morirete tutti, tutti vicini». Questa la cantilena dell’orrore che riecheggia quotidianamente in via Valiano, a Terni, e a cui ormai i residenti sono abituati. Ma è solo uno dei mille modi con cui una donna sta tenendo sotto scacco i condomini nel quartiere di Borgo Bovio. Lunedì poi, dopo aver tentato tutte le vie legali possibili, la vicina ‘da incubo’ è stata sottoposta ad un Aso, Accertamento sanitario obbligatorio, firmato dal vicesindaco Riccardo Corridore. Il tutto al «fine di verificare se effettivamente la signora avesse bisogno di cure».
La vicenda Intorno alle 23 però la donna è stata rimandata a casa, lasciando sgomenti i condomini. «Dopo un’ora che le forze dell’ordine hanno cercato di convincerla ad aprire e l’hanno portata in ospedale volontariamente – racconta a Umbria24 l’avvocata che si occupa del caso Francesca Gaviglio – poi non è chiaro cosa sia successo, ma non c’è stato un ricovero». Intorno alle 23 la donna è tornata nel palazzo, continuando con la sua routine: spaventare i vicini minacciandoli e a picchiare sui muri anche nel cuore della notte. Stanca e terrorizzata dalla situazione, una condomine è persino andata a dormire dai genitori dall’altra parte della città per la paura di incontrare la donna l’indomani.
Vie legali «I medici devono trovare un modo per tenerla – commenta l’avvocata-. Dal punto di vista giudiziario la pratica ha preso tutte le strade giuste: è stato fatto un incidente probatorio e Gip ha già emesso un’ordinanza per cui la signora avrebbe necessità di una struttura». Struttura che, a quanto si apprende, non si riuscirebbe a trovare perché «tutte piene». A confermare il quadro problematico della donna anche la relazione del Ctu durante l’accertamento dell’incidente probatorio. E, mentre le vie legali sembrano esaurirsi, il terrore tra i vicini continua a crescere, così come le azioni violente della donna. Al momento le persone offese sono «quattro più la denuncia che è stata fatta domenica saranno sei».
L’amministrazione scende in campo Il vicesindaco Riccardo Corridore e l’assessora al Welfare Viviana Altamura si sono subito mobilitati per fare il possibile con polizia locale e firmando l’Aso a cui la donna è stata sottoposta lunedì sera. «Premettendo che ho massima stima dei colleghi dell’Usl Umbria 2 – ha detto l’assessora ai microfoni di Umbria24 – devo segnalare che ci sono dei cortocircuiti nel sistema che non vanno bene e che tutti insieme, come istituzioni, dobbiamo affrontare». Poi commentando quanto accaduto lunedì sera: «Questa signora è stata lasciata a piede libero. Viene seguita dal Centro di salute mentale e dal Serd e gira liberamente sul nostro territorio, anche con la macchina», costituendo dunque un potenziale pericolo per sé e i cittadini. «So che per questa signora – prosegue Altamura – è stato disposto anche un provvedimento del giudice per un inserimento in una struttura a doppia diagnosi. Ma essendo la struttura piena, lei è ancora libera. Mi domando: come possiamo garantire la sicurezza dei cittadini se tra la disposizione di un giudice e la pienezza di una struttura lasciamo queste persone libere di circolare?».

