di Massimo Colonna
Trenta anni di reclusione, sospensione della potestà genitoriale e interdizione dei pubblici uffici per tutta la durata pena. Il gip Maurizio Santoloci ha riconosciuto tutte e tre le aggravanti della premeditazione, del rapporto coniugale e della crudeltà. E’ questa la condanna per Franco Rinaldi, che nell’aprile dello scorso anno uccise la moglie Giuseppa Corvi. La difesa dell’uomo ha già fatto sapere che si appellerà alla sentenza.
Le richieste L’uomo è accusato di omicidio volontario, con le aggravanti della crudeltà, della premeditazione e del rapporto di parentela con la vittima. La difesa dell’imputato, l’avvocato Marco Angelini, prima della sentenza ha chiesto il riconoscimento del vizio parziale di mente, sulla base di una perizia di parte stilata dal dottor Silvio D’Alessandro. In ogni caso, sempre secondo la difesa, non devono essere contestate le aggravanti della crudeltà e della premeditazione. Il consulente nominato dal tribunale, il dottor Alessandro Giuliani, ascoltato stamane in aula insieme al perito di parte, ha invece escluso la presenza di un vizio parziale di mente.
La sentenza La sentenza è arrivata intorno alle 14.30 di venerdì mattina, con l’imputato presente al momento della lettura. Il giudice ha riconosciuto tutte le aggravanti contestate e ha dichiarato non sussistenti le attenuanti. E’ stato inoltre disposto il risarcimento di un milione di euro per il figlio 17enne della coppia, 250 mila euro ciascuno per i genitori della donna e 150 mila euro ciascuno per i quattro fratelli. Sospesa anche la potestà genitoriale dell’uomo per tutta la durata della pena.
Il fatto Colpita a freddo, trucidata con una brutalità che non le ha lasciato scampo. Così è morta a 43 anni Giuseppa Corvi, originaria di Lugnano in Teverina, uccisa dal marito Franco Rinaldi (48) lo scorso 14 aprile davanti al portone di casa, all’interno di una palazzina di via del Fringuello.
OMICIDIO DI BORGO RIVO: LA VICENDA
L’accusa che pendeva sull’uomo, reo confesso, è pesantissima: omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà con cui è stato compiuto e dal rapporto coniugale con la vittima. Franco Rinaldi era stato arrestato pochi minuti dopo il delitto dagli agenti della squadra volante di Terni, intervenuti nella palazzina in seguito alla telefonata di una vicina. I poliziotti lo avevano intercettato sul terrazzino dell’abitazione, con ancora addosso la tuta da imbianchino che si era infilato prima di salire le scale e uccidere con ripetute martellate e coltellate la moglie da cui si stava separando e che lo aveva già denunciato in passato.
