Un taglio al volto con un pezzo di bicchiere andato in frantumi. Poteva finire molto peggio la lite scoppiata nella notte tra giovedì e venerdì in via della Rinascita. Protagonisti, oltre al ragazzo tunisino rimasto ferito e che ha dato il via alle indagini sporgendo denuncia, due 22enni, un marocchino e un italiano, individuati dagli agenti della squadra volante della questura e denunciati.
L’aggressione Dalla ricostruzione degli agenti la lite è iniziata in una bar: i due ragazzi poi denunciati sarebbero entrati nel bar e, dopo aver bevuto un cocktail, uno di loro avrebbe iniziato a rivolgere prima apprezzamenti e poi offese alla barista. Il ragazzo tunisino, al bar insieme ad altri clienti, ha preso le difese della ragazza e per questo una volta fuori dal locale sarebbe stato aggredito dai due.
La ferita Nel corso dell’aggressione è stato ferito al volto: una ferita da taglio, che gli inquirenti però attribuiscono più che ad un coltello, ad un pezzo di bicchiere andato in frantumi nella colluttazione. Per fortuna il vetro in questo caso non ha reciso parti vitali. Una scena che ricorda in parte la morte di David Raggi, colpito mortalmente alla gola con un pezzo di bottiglia da Aassoul Amine.
Le indagini Dalle informazioni acquisite dalla squadra volante e dalla descrizione fornita dei due aggressori nel pomeriggio di venerdì è stata individuata una rosa di sospettati. Dalle ulteriori indagini sono stati riconosciuti ed individuati i due presunti autori, uno dei quali già noto alla polizia per reati contro la persona e contro il patrimonio. Si tratta di un ragazzo del Marocco e di un ternano, entrambi di 22 anni, i quali in questura hanno ammesso di aver avuto una discussione con il tunisino. Sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per il reato di lesioni aggravate in concorso.
Espulsione Per il giovane marocchino, regolare in Italia con un permesso per motivi familiari in fase di rinnovo, il questore di Terni Carmine Belfiore ha già disposto l’apertura di un procedimento finalizzato al rifiuto del titolo di soggiorno per pericolosità e all’espulsione dal territorio nazionale.
