di F.T.
L’anziano habituè che ogni mattina compie il suo raid personale. Le minacce indirizzate a un magistrato dell’area civile. Storie isolate, dove l’unico fil rouge – a posteriori – sta nel sottile clima di tensione che hanno contribuito a creare all’interno del palazzo di giustizia. Ora spunta anche un’indagine in cui la persona offesa è un giudice del tribunale di Terni, presunta vittima di ‘strani’ pedinamenti.
Bocche cucite Attorno alla vicenda vige il massimo riserbo. Nella mattinata di venerdì Elisabetta Massini, il pm titolare dell’inchiesta, ha acquisito le dichiarazioni di alcune persone – fra cui agenti e funzionari di polizia – informate a vario titolo dei fatti finiti nel mirino della procura. Tutto ruoterebbe attorno ad alcune attività di osservazione – in gergo ‘pedinamenti’ – che sarebbero state attuate nei confronti del giudice in questione, per controllarne comportamenti e abitudini.
Un indagato Attività condotte, dal punto di vista del pm, andando ben oltre le competenze e le funzioni assegnate agli organi di polizia. Da qui le indagini, con tanto di intercettazioni telefoniche e una persona – eccellente, si dice – iscritta nel registro degli indagati, che puntano a chiarire tutti i contorni di una vicenda destinata a far discutere. Il fascicolo dell’inchiesta sembra comunque destinato a finire a Firenze, distretto di corte d’appello competente per le vicende che riguardano direttamente i magistrati.
