di Fa.To.
La tragedia di via Alfonsine affronta la delicata fase del tribunale. Nella notte fra il 29 e il 30 luglio 2010, di ritorno da una serata al pub, tre ragazzi morirono e uno rimase gravemente ferito. La loro auto – una Fiat Punto a gas – prese fuoco dopo un’assurda carambola. Alla guida c’era Tiziano Bordi, alla sbarra con l’accusa di omicidio colposo, rimasto illeso.
La tragica notte L’auto sbandò alla fine di via Narni, finendo prima contro un albero per poi scontrarsi con una Panda che proveniva in senso opposto. Un impatto tutt’altro che violento, ma sufficiente a far esplodere il tragico rogo che strappò alla vita Alessio Venturi, Marco Pelini e Antony Bernardi. Un quarto giovane, Leonardo Di Felice, riportò ustioni sul 25% del corpo.
Prima udienza La prima udienza del procedimento si è svolta davanti al giudice monocratico Angelo Matteo Socci che ha ammesso i testimoni e le prove documentali presentate dal pm Elisabetta Massini e dagli avvocati Elena Galli e Mario Conte, difensori del giovane imputato. Per quest’ultimo l’accusa è aggravata dall’alta velocità e dalle tracce di cannabis che sarebbero state individuare in seguito alle analisi.
Genitori in aula Ieri mattina in aula c’erano anche i genitori di alcune delle vittime e i loro legali: l’avvocato Stefano Colalelli per la famiglia Venturi, Massimo Proietti per la famiglia Bernardi e Paola Di Paolo per il ragazzo rimasto ferito. Nessuno di loro potrà costituirsi parte civile, visto che il procedimento risarcitorio è già in corso da qualche tempo. La prossima udienza, in cui verranno ascoltati i primi testi, è stata fissata per il 13 dicembre.


Comments are closed.