di M.T.
Atti persecutori ossessivi di uomini che non accettano la fine di una relazione. Due casi diversi, sui quali ha lavorato l’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura di Terni, diretto dal vice questore aggiunto, Giuseppe Taschetti, hanno portato all’emissione, da parte del tribunale, di altrettante misure cautelari: divieto di avvicinamento e denuncia per stalking.
Il ternano Un uomo di 57 anni, di Terni, è stato ritenuto responsabile di atti persecutori nei confronti della ex-moglie, dalla quale è separato legalmente dalla scorsa primavera. La donna aveva denunciato alla polizia il coniuge, dichiarando di aver subito per tutta la durata del matrimonio, oltre trenta anni, gravi maltrattamenti e violenze domestiche. Dopo la separazione, l’ex che non si voleva rassegnare alla fine del loro rapporto, aveva iniziato a molestarla con telefonate, pedinamenti e appostamenti; molestie estese anche all’amica che l’aveva aiutata a trovare un altro alloggio.
Il divieto A conclusione delle indagini, svolte dalla procura della repubblica – pubblico ministero Elisabetta Massini – il Gip, Maurizio Santoloci, considerata la pericolosità dell’uomo e l’escalation degli atti persecutori, ha disposto il divieto di avvicinamento alla moglie e ai luoghi che frequenta abitualmente ed ha esteso il divieto anche alla sua amica, con inibizione a comunicare con entrambe con qualsiasi mezzo.
Il bolognese Stesso provvedimento è stato applicato a carico di un 22enne residente a Bologna. L’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, in questo caso, ha raccolto le denunce sporte dall’ex fidanzata del ragazzo, ternana di 18 anni, e dai suoi familiari. Gli agenti della squadra volante hanno effettuato diversi interventi presso l’abitazione della giovane, dove hanno potuto costatare la presenza del bolognese, sia da solo che accompagnato, appositamente da Bologna, dalla madre e dal fratello.
Il provvedimento I due si erano conosciuti in Internet ed era nata una relazione, finita a causa del carattere troppo possessivo ed intimidatorio del ragazzo, ma lui non si era rassegnato e aveva iniziato a bivaccare in strada sotto casa, subissando la ragazza, i suoi genitori e le sue amiche di telefonate e di messaggi in internet, pregandola di non lasciarlo, ma anche minacciandola di peggiori ritorsioni. Anche la madre del giovane aveva assunto lo stesso comportamento intimidatorio. Il ragazzo è stato denunciato, gli è stato vietato di avvicinarsi alla ragazza e ai suoi familiari (dovrà mantenere una distanza di almeno 100 metri da loro, ovunque si trovino), e di comunicare con loro con qualsiasi mezzo.
