di Massimo Colonna

Appostamenti e pedinamenti, un lavoro certosino quello svolto dal personale della sezione antidroga della squadra mobile di Terni diretta dal vice questore aggiunto Alfredo Luzi, che ha portato all’arresto di un pregiudicato albanese 37enne, conosciuto in città come ‘Timmy’, per detenzione di droga ai fini di spaccio. I poliziotti hanno effettuato un blitz a casa del pusher in viale Brin e nel corso delle perquisizioni hanno trovato mezzo chilo di coca purissima e un bilancino di precisione nascosti nello scooter dell’uomo.

Fiume di soldi Una partita di droga da 140 mila euro. Questi i calcoli degli inquirenti che all’interno del ciclomotore, che era stato già individuato in un fase precedente delle indagini, hanno trovato anche materiale da taglio e per il confezionamento delle dosi. Chiaro dunque che in quella casa c’era un meccanismo rodato: anche perché la cocaina sequestrata aveva un purezza molto alta, quasi al 92 per cento. L’uomo, secondo quanto ricostruito, l’aveva acquistata per un valore di circa 50mila euro ed era pronto a ricavarne circa duemila dosi, per un valore complessivo che poteva arrivare fino a 140 mila euro.

I clienti Pare che il 37enne rifornisse anche la cosiddetta ‘Terni bene’, tanto che gli inquirenti hanno messo gli occhi anche su diverse persone che si rifornivano dall’abitazione dell’uomo anche dalla finestra. Tra loro ci sarebbero anche imprenditori locali, che evidentemente consideravano lo spacciatore un punto di riferimento. Su questo fronte le indagini degli agenti della Narcotici proseguiranno anche nei prossimi giorni, anche in virtù delle analisi che verranno effettuate sul telefono dell’arrestato. Anche perché l’arrestato è considerato un soggetto ad elevata pericolosità sociale, gravato da numerosi precedenti per reati in materia di stupefacenti e già arrestato altre volte dalla stessa quadra mobile ternana.

Il personaggio Timmy, così l’uomo si faceva chiamare, in casa era sottoposto a un piano di sorveglianza speciale e nonostante ciò continuava a vedere droga. Nel 2015 gli era stato rifiutato il permesso di soggiorno e il personale dell’ufficio Immigrazione lo aveva accompagnato al Cie di Bari dove l’uomo, per evitare l’espulsione in Albania, aveva fatto richiesta di asilo politico ottenendo un permesso di soggiorno fino alla definizione del relativo procedimento e dell’esito dell’eventuale ricorso.

@tulhaidetto

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