di Massimo Colonna
Twitter @tulhaidetto
Una trentina di persona per Socialismo patriottico, altrettante per la Lega Nord. Due manifestazioni distinte per le vie del centro domenica pomeriggio per chiedere «più sicurezza e il controllo dell’immigrazione», il tutto con le diverse strategie da mettere in campo secondo i punti di vista dei due partiti. Qualche sfottò al comizio della Lega Nord tenuto dal rappresentante locale Emanuele Fiorini: alcuni ragazzi hanno contestato il suo intervento in maniera pacifica. Il tutto sotto lo sguardo attento della polizia di Stato, della municipale e dei carabinieri, schierati a seguire entrambe le manifestazioni.
Troppe morti in città Il primo corteo a partire è stato quello di Socialismo patriottico, che da via Romagnosi ha attraversato prima viale Battisti fino a piazza Tacito, poi viale Mazzini fino a piazza Valnerina. Una trentina i partecipanti, guidati dal responsabile ternano Matteo Verticchio. «A Terni questa marcia – hanno spiegato i responsabili del movimento – assume un valore simbolico in quanto è stata organizzata dopo più di un mese dall’assassinio di David Raggi ad opera di un marocchino ubriaco già espulso dall’Italia nel 2007 e rientrato grazie alla negligenza del nostro governo. Non solo, ma qualche giorno fa un anziano è stato ucciso mentre era a casa sua da due rumeni che gli lo hanno ammazzato per pochi spicci. Non possiamo più restare in queste condizioni. Per questo noi scendiamo in piazza. Non è una questione di razzismo, come predicano alcuni ipocriti, ma è una questione di sopravvivenza dell’Italia come popolo».
Il sindaco a casa Alle 18 da piazza Dalmazia è partito poi il corteo organizzato dalla Lega Nord e dal suo responsabile locale Fiorini. Anche in questo caso una trentina di persone hanno seguito le vie del centro fino ad arrivare sotto palazzo Spada. «Vogliamo far sentire la nostra voce – ha spiegato Fiorini al termine della manifestazione, mentre qualche ragazzo dei centri sociali lo contestava – perché la situazione che si è venuta a creare a Terni non è più tollerabile. Io non vengo dal palazzo – ha spiegato Fiorini indicando il Comune alle sue spalle – e per questo parlo alla mia gente in maniera diretta, senza troppi giri di parole. La città negli ultimi 100 giorni ha dovuto subire tre omicidi, tre fatti di sangue che gridano vendetta. Noi lanciamo le nostre proposte, come quella di creare un fondo per aiutare le famiglie a dotarsi di sistemi di sorveglianza. Il modo per uscire da questa situazione c’è, soltanto che i politici attuali, come il nostro sindaco, non possono continuare a dire che i tre omicidi sono frutto di eventi imprevedibili. Solo per questo Di Girolamo dovrebbe lasciare la sua poltrona».
