di Fabio Toni
Si è barricata in casa, con il figlioletto di appena tre anni, una giovane donna nigeriana, nel primo pomeriggio di giovedì. La donna, seguita dagli assistenti sociali, non rispondeva da due giorni. Alla fine sono dovuti intervenire i vigili del fuoco che hanno messo in salvo il piccolo e consegnato la giovane alle cure del 118. Il fatto è avvenuto in un appartamento al terzo piano di un palazzo in via Campania.
La vicenda andava avanti da un paio di giorni, fino a quando gli assistenti sociali non hanno chiamato in causa i carabinieri che hanno deciso di fare irruzione nell’abitazione, nel timore che fosse successo qualcosa di grave. Poco dopo le 16 gli uomini del 115 sono entrati in azione con un’autoscala e, dopo aver aperto la porta, sono riusciti ad accedere nell’appartamento.
La scena Una volta entrati, si sono trovati davanti a una scena inquietante: tutte le porte dell’appartamento erano state chiuse a chiave. Alla fine sono riusciti ad individuare la donna che si era chiusa a chiave dentro il bagno di una camera. Si sentivano nitidamente le sue grida ma non la voce del piccolo. A quel punto gli uomini del 115 sono entrati e hanno tirato un sospiro di sollievo: il bimbo era in braccio alla madre, tranquillo a differenza di lei, piuttosto scossa.
Sani e salvi Per calmarla gli operatori hanno dovuto faticare non poco. Alla fine il piccolo è stato consegnato alle cure degli assistenti sociali mentre la giovane è stata soccorsa dal 118 e trasportata in ospedale.
